Fioritura rigogliosa a seguito di concime orchidee

Cura Orchidea

Concime orchidee

In assenza di elementi nutritivi nel terreno, il concime orchidee favorisce la ripresa vegetativa e rende la fioritura più rigogliosa.

di Redazione

07 marzo 2017

Esigenze nutritive delle orchidee

Il concime orchidee viene somministrato nelle piante in vaso, per garantire il corretto apporto di elementi nutritivi necessari per la vegetazione e la fioritura. In natura, le orchidee sopravvivono con le poche sostanze a loro disposizione, contenute nell'acqua piovana, negli escrementi degli animali e nelle cortecce degli alberi. Come per tutti i vegetali, la nutrizione delle piantine avviene per assorbimento di ossigeno, carbonio ed idrogeno. Dal substrato, poi, prelevano azoto, potassio e fosforo ed in misura minore ferro, rame, zinco e manganese, indispensabili per attivare i processi biologici e biochimici. Un buon terriccio ed una rinvasatura cadenzata possono essere sufficienti per la sopravvivenza delle orchidee. Tuttavia, com'è noto, i nutrienti del terreno non sono illimitati. Bisogna quindi procedere con opportuni interventi di concimazione.

Concime orchidee di tipo radicale e fogliare

Il concime orchidee è disponibile in commercio in due formati: di tipo radicale e fogliare. Il primo va diluito nell'acqua destinata all'innaffiatura e quindi viene assorbito dalle radici. Il secondo, invece, dagli stomi della pianta ed applicato mediante speciali nebulizzatori. Solitamente, il concime orchidee fogliare è più concentrato e maggiormente assimilabile rispetto a quello radicale. Non esistono, però, differenze sostanziali tra i due. Un intervento non esclude necessariamente l'altro. Tuttavia, una possibile scelta, potrebbe essere influenzata dal tipo di allevamento. Infatti, per orchidee coltivate in zattera oppure in panieri sospesi, la concimazione radicale potrebbe risultare piuttosto difficoltosa. In tal senso, si va a prediligere quella fogliare, molto più pratica ed efficace.

Quando e come utilizzare il concime orchidee

Il concime orchidee va somministrato in base agli elementi contenuti nel substrato. Un terriccio universale, costituito da torba e corteccia sminuzzata, dimezza nettamente gli interventi di concimazione. In terreni inerti, invece, bisogna aumentarne la frequenza. Pertanto, i fertilizzanti per via radicale vanno diluiti in acqua in percentuale molto bassa 1gr/L ogni 20-30 giorni; oppure mezzo gr/L ogni 2 settimane. Il trattamento va effettuato quando il substrato è umido. Per i primi giorni, il terriccio non va fatto asciugare completamente perché si potrebbe verificare un'eccessiva concentrazione di sali minerali. Per la ripresa vegetativa, in primavera, si adotta un prodotto 30:20:10 vale a dire con 30 parti di azoto, 20 di fosforo e 10 di potassio. Per una fioritura rigogliosa, si diminuisce l'azoto per aumentare il fosforo ed il potassio (10:30:20). Per tutti gli altri periodi, invece, si impiega una formula bilanciata, tipo 18:18:18 oppure 20:20:20.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra concime radicale e fogliare per le orchidee?
    La distinzione principale risiede nella modalità di assorbimento: il concime radicale si diluisce nell’acqua d’annaffiatura e viene captato direttamente dall’apparato radicale, mentre quello fogliare viene nebulizzato sulle foglie e assorbito attraverso gli stomi. Sebbene il prodotto fogliare sia spesso più concentrato e rapidamente assimilabile, non ci sono differenze sostanziali nell’efficacia finale. La scelta dipende soprattutto dalla tecnica di coltivazione: per orchidee montate su zattere o poste in panieri sospesi, la concimazione fogliare è preferibile perché risulta più pratica ed efficace rispetto alla gestione del substrato radicolare.
  • Quale rapporto NPK scegliere per favorire la fioritura?
    Per stimolare una fioritura rigogliosa, è fondamentale modificare il rapporto tra i macroelementi, riducendo l’azoto e aumentando fosforo e potassio. La formula ideale da adottare in questa fase è 10:30:20, dove il basso contenuto di azoto evita una crescita eccessiva di foglie a scapito dei fiori, mentre l’elevato fosforo promuove la formazione dei boccioli e il potassiuscita la resistenza della pianta. Al contrario, durante la ripresa vegetativa primaverile si consiglia una formula ricca di azoto (es. 30:20:10), mentre nei periodi intermedi si utilizza un concime bilanciato come 18:18:18 o 20:20:20.
  • Come diluire correttamente il concime per evitare danni alle radici?
    Le orchidee hanno apparati radicali sensibili e richiedono concentrazioni di sali minerali molto basse per evitare ustioni. Si consiglia di diluire il concime radicale in una proporzione minima, ad esempio 1 grammo per litro d’acqua ogni 20-30 giorni, oppure 0,5 grammi per litro ogni due settimane. È cruciale applicare il fertilizzante solo quando il substrato è già umido; mai su terra secca. Nei primi giorni successivi alla concimazione, evitare che il terriccio si asciutti completamente per prevenire un accumulo pericoloso di sali che potrebbe bruciare le radici delicate.
  • Con quale frequenza devo concimare le mie orchidee?
    La frequenza varia in base alla composizione del substrato. Se utilizzi un terriccio universale ricco di torba e corteccia, gli interventi di concimazione possono essere ridotti della metà poiché il terreno rilascia nutrienti gradualmente. Al contrario, se coltivi in substrati inerti (come pura corteccia o sfagno), dovrai aumentare la frequenza degli interventi. In generale, per i substrati inerti, la regola comune è somministrare il concime diluito ogni 2-3 settimane durante il periodo vegetativo attivo, assicurandosi sempre di rispettare le dosi minime indicate per non sovraccaricare la pianta di sali.

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