Esigenze nutritive delle orchidee
Il concime orchidee viene somministrato nelle piante in vaso, per garantire il corretto apporto di elementi nutritivi necessari per la vegetazione e la fioritura. In natura, le orchidee sopravvivono con le poche sostanze a loro disposizione, contenute nell'acqua piovana, negli escrementi degli animali e nelle cortecce degli alberi. Come per tutti i vegetali, la nutrizione delle piantine avviene per assorbimento di ossigeno, carbonio ed idrogeno. Dal substrato, poi, prelevano azoto, potassio e fosforo ed in misura minore ferro, rame, zinco e manganese, indispensabili per attivare i processi biologici e biochimici. Un buon terriccio ed una rinvasatura cadenzata possono essere sufficienti per la sopravvivenza delle orchidee. Tuttavia, com'è noto, i nutrienti del terreno non sono illimitati. Bisogna quindi procedere con opportuni interventi di concimazione.
Concime orchidee di tipo radicale e fogliare
Il concime orchidee è disponibile in commercio in due formati: di tipo radicale e fogliare. Il primo va diluito nell'acqua destinata all'innaffiatura e quindi viene assorbito dalle radici. Il secondo, invece, dagli stomi della pianta ed applicato mediante speciali nebulizzatori. Solitamente, il concime orchidee fogliare è più concentrato e maggiormente assimilabile rispetto a quello radicale. Non esistono, però, differenze sostanziali tra i due. Un intervento non esclude necessariamente l'altro. Tuttavia, una possibile scelta, potrebbe essere influenzata dal tipo di allevamento. Infatti, per orchidee coltivate in zattera oppure in panieri sospesi, la concimazione radicale potrebbe risultare piuttosto difficoltosa. In tal senso, si va a prediligere quella fogliare, molto più pratica ed efficace.
Quando e come utilizzare il concime orchidee
Il concime orchidee va somministrato in base agli elementi contenuti nel substrato. Un terriccio universale, costituito da torba e corteccia sminuzzata, dimezza nettamente gli interventi di concimazione. In terreni inerti, invece, bisogna aumentarne la frequenza. Pertanto, i fertilizzanti per via radicale vanno diluiti in acqua in percentuale molto bassa 1gr/L ogni 20-30 giorni; oppure mezzo gr/L ogni 2 settimane. Il trattamento va effettuato quando il substrato è umido. Per i primi giorni, il terriccio non va fatto asciugare completamente perché si potrebbe verificare un'eccessiva concentrazione di sali minerali. Per la ripresa vegetativa, in primavera, si adotta un prodotto 30:20:10 vale a dire con 30 parti di azoto, 20 di fosforo e 10 di potassio. Per una fioritura rigogliosa, si diminuisce l'azoto per aumentare il fosforo ed il potassio (10:30:20). Per tutti gli altri periodi, invece, si impiega una formula bilanciata, tipo 18:18:18 oppure 20:20:20.