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Deumidificazione

La deumidificazione dell'aria si può fare con i deumificatori, gli impianti di riscaldamento o i condizionatori: in base a ciò cambia il metodo d'uso.

di Redazione

01 febbraio 2016

A che cosa serve la deumidificazione e come si realizza

La deumidificazione è un sistema per eliminare l'eccessiva quantità di umidità presente nell'aria degli ambienti interni e quindi per ristabilire buone condizioni di benessere abitativo. Infatti l'umidità eccessiva non solo provoca cattivi odori e la formazione di muffe ma si ripercuote anche sulla salute dell'arredo, dell'abitazione e delle persone che vi si trovano. I mobili e le pareti assorbono l'umidità dell'aria e con il passare del tempo si danneggiano, soprattutto i materiali più delicati. In più anche le persone che usufruiscono dei locali non sono a loro agio e possono essere colpite da reumatismi, dolori articolari e cervicali. In genere la deumidificazione si ottiene con impianti non troppo costosi e si pone l'obiettivo di controllare e di regolare il tasso di umidità negli ambienti di casa, mantenendo le desiderate condizioni microclimatiche interne allo stesso tempo. I locali più colpiti dal problema sono i garage, le cantine, le tavernette e gli scantinati.

Gli impianti con cui si effettua la deumidificazione dell'aria

La deumidificazione può essere eseguita con differenti sistemi per rimuovere l’umidità dall’aria: il metodo diretto è quello a condensazione e consiste nell'abbassare la temperatura sotto al cosiddetto punto di rugiada (le condizioni nelle quali l’acqua condensa). Il sistema viene applicato nei deumidificatori con impianto refrigerante ed è abbastanza efficiente ed economico. Il metodo che utilizza il riscaldamento e la ventilazione dell'aria è poco economico ed efficiente però è quello più diffuso: infatti si basa sull'uso di condizionatori o caloriferi per abbassare il livello di umidità. La deumidificazione per assorbimento utilizza sostanze igroscopiche (perline o cristalli assorbenti) che riempiono contenitori appositi. Sono soluzioni adottabili solo in ambienti ridottissimi. Infine la deumidificazione ad assorbimento è il metodo più efficace e si basa su deumidificatori che assorbono l'umidità dall'aria.

Come fare la deumidificazione dell'aria con i condizionatori

In base al processo di deumidificazione dell'aria, i sistemi vengono classificati in tre categorie: condizionatori d'aria, sistemi essiccativi e sistemi meccanico-refrigerativi. I condizionatori e i climatizzatori realizzano la deumidificazione dell'aria attraverso un condizionamento a bassa velocità che condensa l'umidità presente. L'aria umida viene risucchiata da un ventilatore e passa per un filtro dove viene portata alla saturazione e raffreddata da una batteria ad acqua. Una successiva batteria effettuerà la deumidificazione vera e propria. Quindi l'aria verrà riscaldata prima di essere nuovamente immessa nell'ambiente così che la stanza non si raffreddi. Le condizioni standard di funzionamento sono un'umidità relativa del 65%, la temperatura ambiente a 26°C e il raffreddamento dell'aria all'interno della batteria ad acqua a 15°C. In queste condizioni si aspirano circa 20 litri di umidità in 24 ore. Il vapore acqueo si condensa nella serpentina e l’acqua viene raccolta in una bacinella e quindi espulsa attraverso il tubo di scarico apposito.

Come fare la deumidificazione dell'aria con i deumidificatori

In base al metodo di funzionamento, la deumidificazione può avvenire a circuito aperto o a circuito chiuso: nel primo caso, applicato nei condizionatori, vi è uno scambio totale o parziale dell’aria deumidificata con quella esterna. Nel secondo caso non vi è nessuno scambio d'aria. I deumidificatori vengono usati soprattutto per ragioni igieniche e per mantenere un'umidità relativa ambientale tra il 40% e il 50%, valori necessari per il benessere psico-fisico delle persone. Ovviamente non si deve neppure avere un'aria troppo secca negli ambienti. Negli ultimi anni si sono diffusi anche deumidificatori applicati ai pannelli radianti per evitare i fenomeni di condensa durante l'estate, quando li si usa per la climatizzazione. In genere sono composti da un'unità centrale dotata di bocchette attraverso cui l'aria viene assorbita e rilasciata e da sensori di umidità che controllano il grado di vapore acqueo negli ambienti da deumidificare. Inoltre esistono anche modelli portatili, più silenziosi, economici e pratici.

Domande frequenti

  • Qual è il livello ideale di umidità relativa da mantenere in casa per garantire il benessere?
    Per assicurare un corretto comfort abitativo e prevenire problemi di salute o danni agli arredi, si raccomanda di mantenere l'umidità relativa tra il 40% e il 50%. Valori superiori favoriscono la proliferazione di muffe, cattivi odori e possono aggravare disturbi respiratori o reumatici. Al contrario, un'aria troppo secca non è salutare quanto un'umidità equilibrata. Utilizzare un deumidificatore permette di monitorare e stabilizzare questi livelli, proteggendo contemporaneamente muri, mobili e struttura dell'edificio dall'umidità di condensa.
  • I condizionatori d'aria possono funzionare efficacemente come deumidificatori?
    Sì, i condizionatori rimuovono l'umidità dall'aria come effetto collaterale del ciclo di raffreddamento. L'aria calda e umida passa sulle serpentine fredde, dove il vapore acqueo condensa e viene raccolto in una bacinella o scaricato esternamente. Tuttavia, questo metodo è meno efficiente rispetto a un deumidificatore dedicato perché l'obiettivo principale rimane il raffrescamento. Per una deumidificazione ottimale, specialmente in climi umidi ma non torridi, è preferibile utilizzare apparecchi specifici progettati per gestire il contenuto di vapore senza abbassare eccessivamente la temperatura ambiente.
  • Come funziona un deumidificatore a condensazione e quando conviene usarlo?
    Il deumidificatore a condensazione, il tipo più comune, funziona come un frigorifero inverso: aspira aria, la raffredda sotto il punto di rugiada per far condensare l'umidità, e la reimmette in camera leggermente più calda e secca. È la soluzione più economica ed efficiente per ambienti residenziali medi-grandi. Conviene utilizzarlo in garage, cantine o stanze chiuse dove l'umidità è elevata. Richiede lo svuotamento periodico del serbatoio o il collegamento a uno scarico continuo per un funzionamento automatico e senza interruzioni.
  • Esistono metodi di deumidificazione passivi o chimici validi per piccole aree?
    Sì, esiste la deumidificazione ad assorbimento che utilizza sostanze igroscopiche come perline o cristalli all'interno di contenitori aperti. Questo metodo è adatto esclusivamente per spazi molto piccoli e chiusi, come armadi, cassetti o vani tecnici, dove non circola aria forzata. Non è efficace per deumidificare intere stanze o ambienti ampi, poiché la capacità di assorbimento è limitata e richiede la sostituzione periodica del materiale essiccante. Per ambienti vivibili, i sistemi meccanici o a condensazione restano nettamente superiori per efficacia e gestione continua.
  • Cosa succede se si vive in un ambiente con troppa umidità?
    L'eccesso di umidità nell'aria causa diversi problemi concreti: oltre alla fastidiosa formazione di muffe nere su muri e soffitti, si creano cattivi odori persistenti e si danneggiano i materiali da costruzione. Mobili in legno, carte parati e oggetti delicati si deteriorano rapidamente assorbendo l'acqua dall'aria. Dal punto di vista sanitario, l'ambiente umido favorisce allergie e può accentuare dolori articolari, reumatismi e problemi respiratori. Mantenere un tasso di umidità controllato è quindi essenziale sia per preservare l'immobile sia per tutelare la salute fisica dei residenti.