
Il Bonsai melograno denota discrete necessità di irrorazione nel corso dell'annualità. Dovrà essere abbondantemente e costantemente annaffiato nel corso della stagione primaverile e soprattutto in estate, con frequenze quasi giornaliere, mentre le bagnature saranno opportunamente limitate, senza tuttavia interromperle, nei periodi autunnali ed invernali. La fertilizzazione sarà massimizzata nella fase vegetativa della pianta, a cadenza mediamente mensile. Potrà utilizzarsi fertilizzante a natura solida, caratterizzato dal rilascio graduale, oppure indifferentemente anche quello liquido, dopo averlo disciolto nell'acqua di innaffiamento. Il concime prescelto sarà specifico per il bonsai e conterrà in prevalenza le componenti fosfatiche e potassiche a discapito della restante macrocomponente azotata.
Il bonsai di pesco è caratterizzato da un fusto eretto molto resistente e da foglie lanceolate aventi una colorazione verde brillante. In primavera i suoi fiori rosa creano una chioma appariscente e b...
Il Ginseng Ficus, chiamato anche Banyan fico o Ficus Retusa, è una delle varietà più comuni di Ficus Microcarpa. Si tratta di un bonsai tra i più amati, non solo perché è facile da curare, ma anche pe...
La Carmona appartiene alla famiglia delle Borraginaceae ed è una pianta tropicale sempreverde che in natura può arrivare fino a 10 metri di altezza. Ha tronco di colore marrone-grigiastro, foglie luci...
La tecnica del bonsai è molto antica ed ha origine in Cina, per poi essere perfezionata in Giappone. Il termine bonsai significa piantare in ciotola, poiché infatti tale metodologia di giardinaggio co...
Il Bonsai melograno apprezzerà condizioni termiche stabilmente calde e temperate e, per converso, soffrirà notevolmente i rigori invernali. Qualora le temperature dovessero scendere sottozero, di conseguenza, occorrerà tempestivamente ripararlo in locali coperti o anche proteggerlo, specialmente alle radici, con tessuti o idonei materiali. La deliziosa piantina, in conclusione, potrà essere in qualche circostanza soggetta a patologie crittogamiche, dovute sostanzialmente ad una sua errata sistemazione ovvero a sovrabbondanza negli irroramenti, nonché attaccata da pericolosi parassiti, come ad esempio il ragnetto rosso. Questo minuscolo insetto si alimenta usualmente del fogliame e dei germogli delle piante fruttifere e viene contrastato attraverso l'impiego di specifico acaricida biologico.
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