Schema di parete ventilata

Costruire pareti

parete ventilata

La parete ventilata è un tipo di rivestimento che si utilizza soprattutto nelle strutture commerciali e produttive.

di Redazione

17 marzo 2017

La parete ventilata

La parete ventilata, anche detta facciata ventilata, è una particolare metodologia costruttiva dei muri esterni di un edificio. Generalmente questo tipo di costruzione viene sfruttata soprattutto nelle strutture produttive o commerciali, spesso indicate con il termine generico di capannone. Si possono sfruttare i vantaggi della parete ventilata anche nel caso di abitazioni o altri edifici in fase di ristrutturazione. In particolare si tratta di una metodologia impiegata esclusivamente per le pareti perimetrali di un edificio, in alternativa alla copertura chiamata a cappotto. Il sistema prevede di preparare la copertura di una parete utilizzando tre diversi strati: dell'isolante, generalmente la lana di roccia; un'intercapedine d'aria; la copertura esterna. La parete esterna si fissa direttamente alla parete principale utilizzando delle barre in metallo, si tratta quindi in genere di rivestimenti a lastre, di materiale vario.

I vantaggi di una parete ventilata

Il motivo per cui in molte situazioni costruttive si sfrutta la parete ventilata è rappresentato dai molteplici vantaggi che garantisce. I muri esterni di un edificio infatti, se lasciati privi di rivestimento, tendono ad avere molteplici scambi termici con l'ambiente. Questo porta all'aumento delle spese per il riscaldamento e il raffrescamento, insieme con un minore comfort per chi vive all'interno dell'edificio. Le pareti ventilate consentono invece di limitare gli scambi termici, predisponendo una struttura al tempo stesso isolante e fonoassorbente. L'uso di questo metodo costruttivo consente anche di creare una perfetta barriera al vapore, che impedisce e corregge le infiltrazioni di umidità e le eventuali risalite di acqua dal terreno. All'interno dell'intercapedine d'aria si sfrutta il naturale effetto camino, che permette di diminuire il calore prodotto dall'irraggiamento solare in estate e l'assorbimento del freddo invernale.

Come si prepara una parete ventilata

La parete ventilata si predispone all'esterno della casa, sulle pareti in muratura o in calcestruzzo prefabbricato. Sulla muratura si fissano delle lastre di materiale isolante, in genere in lana di roccia. Tali lastre devono essere fissate con dei tasselli a disco che consentono di fermarle e di mantenerle in posizione, senza però schiacciarle in alcun punto della superficie. Si predispone poi una struttura metallica a barre ortogonali, che permette di posizionare delle lastre di rivestimento. Tra il rivestimento e lo strato isolante si lascia una intercapedine di aria, profonda alcuni centimetri, che sarà lasciata totalmente vuota. È proprio l'aria contenuta all'interno dell'intercapedine che svolge buona parte del compito di isolare l'edificio. Al suo interno infatti si generano dei moti convettivi che consentono un totale ricambio di aria nel corso del tempo, evitando però il contatto tra l'interno e l'esterno del locale.

Perché utilizzare le pareti ventilate

Negli ultimi anni a livello costruttivo si sta facendo largo un impiego sempre maggiore di metodologie che consentono di isolare gli edifici dall'ambiente esterno. Le nuove costruzioni, o gli edifici ristrutturati, sfruttano spesso delle tecnologie che permettono di abbassare drasticamente le spese per il riscaldamento e di migliorare al massimo l'utilizzo dell'energia all'interno della struttura. Questo consente di ottenere due diversi vantaggi: da un lato l'edificio consentirà spese di gestione minime; dall'altro lato permetterà di rispettare al meglio l'ambiente, evitando di immettere nell'aria quantità eccessive di inquinanti. Le leggi a tal proposito sono abbastanza chiare, visto che si penalizzano le strutture costruttive realizzate con metodi antiquati, che non consentono la buona coibentazione degli ambienti, mentre si favoriscono gli edifici ben isolati, o anche quelli cosiddetti passivi.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra parete ventilata e cappotto termico?
    La differenza sostanziale risiede nella presenza di un'intercapedine d'aria. Nella parete ventilata, il pannello isolante (solitamente lana di roccia) viene fissato alla muratura esistente, lasciando uno spazio vuoto aerato prima di applicare il rivestimento esterno. Questa camera d'aria crea un effetto camino naturale che favorisce il ricambio dell'aria, eliminando l'umidità e migliorando l'isolamento estivo. Al contrario, il cappotto termico applica gli isolanti direttamente sulla facciata, spesso con intonaco o piastrelle, senza questa camera di ventilazione attiva. Entrambi i sistemi migliorano l'efficienza energetica, ma la parete ventilata offre superiori prestazioni contro l'umidità e il surriscaldamento estivo grazie alla circolazione dell'aria.
  • È possibile installare una parete ventilata su un edificio residenziale esistente durante una ristrutturazione?
    Sì, assolutamente. Sebbene sia molto comune nei capannoni industriali e negli edifici commerciali per la sua resistenza e rapidità di posa, la tecnica della facciata ventilata è ampiamente utilizzata anche nel residenziale. Durante una ristrutturazione, permette di riqualificare energeticamente l'involucro edilizio senza alterare la struttura portante interna. Si fissano barre metalliche alla muratura preesistente, si posiziona l'isolante e si chiude con pannelli estetici. Questo intervento non solo migliora il comfort abitativo e riduce i consumi, ma può anche valorizzare l'immobile modernizzandone l'aspetto esterno con materiali come ceramica, pietra o compositi.
  • Come funziona esattamente l'effetto camino nella parete ventilata?
    L'effetto camino si genera grazie alla differenza di temperatura tra l'aria all'interno dell'intercapedine e quella esterna. Quando il sole riscalda il rivestimento esterno, l'aria presente nello spazio vuoto si scalda, diventa meno densa e tende a salire verso l'alto. Questo movimento ascensionale richiama aria fresca dalla base della facciata, creando una corrente continua. In estate, questa ventilazione asporta il calore accumulato prima che raggiunga l'isolante e l'interno dell'edificio. In inverno, aiuta a disperdere l'eventuale umidità che penetra attraverso le giunzioni, mantenendo asciutto il sistema isolante e prevenendo muffe e condense interne.
  • Quali materiali si usano comunemente per il rivestimento esterno di una parete ventilata?
    I materiali per il rivestimento esterno sono molto vari e dipendono dalle esigenze estetiche e funzionali. Le lastre più diffuse includono ceramiche porcellanato, lastre di pietra naturale, pannelli in cemento fibrorinforzato, alluminio composite o legno-laminato. Questi materiali vengono fissati alla struttura metallica ortogonale tramite grappe o sistemi a incastro. La scelta del rivestimento influenza anche la durata e la manutenzione: ad esempio, la ceramica è estremamente resistente agli agenti atmosferici e ai graffi, mentre il legno richiede trattamenti specifici per resistere alle intemperie. Tutti questi materiali garantiscono una lunga durata e una bassa manutenzione nel tempo.
  • Quanto costa mediamente realizzare una parete ventilata rispetto ad altre soluzioni isolanti?
    Il costo di una parete ventilata è generalmente superiore rispetto a un semplice cappotto termico tradizionale, poiché richiede una struttura portante metallica aggiuntiva, tasselli speciali e manodopera specializzata per la posa delle lastre. Tuttavia, va considerato il ciclo di vita completo: la parete ventilata ha una durata elevata e richiede poca manutenzione. Inoltre, i risparmi energetici conseguenti (riduzione bollette riscaldamento/condizionamento) e i possibili incentivi fiscali disponibili per la riqualificazione energetica possono ammortizzare l'investimento iniziale. Per un preventivo preciso è necessario valutare la complessità della facciata e il prezzo dei materiali scelti.