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Antracnosi

Aggiornato il 02 dicembre 20163 capitoli5 domande frequenti
Foglie affette da antracnosi

Quali sono le cause dell'antracnosi

L'antracnosi è una malattia delle piante che ha origine dall'infestazione di un fungo parassita. Le spore di questi diversi tipi di funghi, del genere "collicotrico", possono penetrare nella pianta da ferite aperte nei rami e nel fusto dalla caduta delle foglie, dalla potatura o dalla semplice rottura di rami o rametti. Anche gli eventi atmosferici come grandine, vento forte o gelo possono causare piccole ferite che permettono alle spore di insinuarsi della pianta. Le spore possono sopravvivere per lunghi periodi, anche in inverno, prima di dare inizio all'infestazione vera e propria. Vittime dell'antracnosi possono essere sia piante da interno che da esterno, alberi da frutto o verdure ed ortaggi da orto. L'antracnosi colpisce principalmente in primavera, attaccando germogli e foglie nuove, ma può manifestarsi anche in inverno attaccando i rami e il fusto degli alberi.

Sintomi dell'antracnosi

L'antracnosi può attaccare il fusto della pianta e i rami, ma si manifesta soprattutto sulle foglie e i germogli. Le foglie colpite divengono più spesse e deformate, per poi manifestare delle piccole macchie brune che tendono a crescere. Nel caso venga colpito il fusto, le macchie color ruggine possono arrivare ad infossarsi fino a creare veri e propri buchi nella corteccia. I germogli e le giovani foglie verdi primaverili, quando vengono colpiti, seccano e si ripiegano su se stessi. L'antracnosi, se non curata, può causare perdita anche importante di foglie, mentre i funghi possono divorare la pianta dall'interno fino ad arrivare ad ucciderla. Il clima più adatto per questo genere di parassiti è il caldo umido, per cui bisogna fare particolare attenzione alle piante in serra, perchè l'infestazione può essere più veloce e letale.

Come curare l'antracnosi

Una volta che i sintomi sono evidenti bisogna agire tempestivamente, perchè come detto l'antracnosi può arrivare ad uccidere la pianta infetta. Innanzitutto è bene tagliare foglie e rami che mostrano i segni del parassita. Se si tratta di un ortaggio o una verdura sarebbe più sicuro eliminare tutta la pianta, perchè rischia di contaminare tutto l'orto. Se ad essere stato colpito è un albero, è bene potare completamente i rami colpiti e trattare la pianta con un prodotto fungicida. Importantissimo sarebbe, dopo la potatura, disinfettare bene gli attrezzi utilizzati per evitare di diffondere le spore del parassita. In commercio esistono diversi prodotti fungicidi, a base di rame o altri elementi chimici, che possono servire per trattare le piante sopravvissute all'antracnosi. Smaltire le foglie e i rami potati perchè malati è altrettanto importante, sempre per evitare la diffusione del contagio e il deposito di spore su altre piante sane.

Domande frequenti

  • Come riconosco subito l'antracnosi sulle mie piante?
    I primi segnali compaiono solitamente sulla vegetazione giovane e sulle foglie in primavera. Osserva attentamente: le foglie colpite diventano più spesse, si deformano e presentano macchie brune che tendono ad ingrandirsi. Sui germogli nuovi, invece, noterai che si seccano rapidamente e si ripiegano su se stessi assumendo un aspetto avvizzito. Se il fusto viene colpito, la corteccia mostra lesioni color ruggine che possono infossarsi fino a creare veri e propri buchi. Questi sintomi sono distintivi e differiscono da altri marciumi perché coinvolgono spesso la struttura rigida della foglia e dei giovani getti.
  • Quali condizioni ambientali favoriscono lo sviluppo dell'antracnosi?
    L'antracnosi prospera in climi caldi e umidi, che creano l'ambiente ideale per la proliferazione delle spore fungine. È particolarmente pericolosa nelle serre o in ambienti chiusi dove l'umidità ristagna e la ventilazione è scarsa, accelerando il ciclo infettivo. Le spore entrano facilmente nella pianta attraverso ferite pregresse causate da potature, grandine, vento forte o gelate. Una volta penetrate, possono rimanere latenti per lunghi periodi, anche durante l'inverno, riattivandosi appena le temperature miti e l'umidità tornano a salire, colpendo preferibilmente i tessuti teneri e nuovi.
  • Posso salvare un ortaggio o un pomodoro infetto da antracnosi?
    No, nel caso di ortaggi e verdure da consumo diretto, la raccomandazione è di eliminare immediatamente e completamente l'intera pianta infetta. Non tentare di salvare solo le parti sane o di usare trattamenti chimici, poiché c'è un alto rischio che il patogeno si diffonda rapidamente a tutte le altre piante vicine nell'orto, contaminando l'intero raccolto. La prevenzione qui passa soprattutto dall'igiene: rimuovi i residui vegetali marcescenti dal suolo per evitare che le spore sopravvivano e infettino la prossima coltivazione. Per le piante ornamentali o arboree, invece, si può intervenire con la potatura e i fungicidi.
  • Come devo procedere con la potatura per curare l'antracnosi?
    Devi agire tempestivamente tagliando via tutti i rami e le foglie che mostrano chiaramente i sintomi della malattia. È fondamentale disinfettare accuratamente le cesoie e le forbici tra un taglio e l'altro, oppure dopo aver finito la potatura, per evitare di trasportare le spore da una pianta sana a una già infetta. Dopo aver asportato le parti malate, applica sui tagli freschi e sulla pianta un prodotto fungicida specifico, spesso a base di rame, per proteggere i tessuti sani rimanenti. Questa procedura riduce drasticamente il carico infettivo e limita la propagazione del fungo all'interno della chioma.
  • Come devo smaltire i rami e le foglie tagliati?
    Non compostare mai i residui vegetati affetti da antracnosi, poiché il cumulo di compost potrebbe non raggiungere temperature sufficienti per distruggere le spore resistenti del fungo. Queste potrebbero sopravvivere e reinfectare il giardino la stagione successiva. Lo smaltimento deve avvenire conferendo i rifiuti verdi infetti alla raccolta differenziata organica (se gestita industrialmente ad alte temperature) o, meglio ancora, eliminandoli con la raccolta indifferenziata o bruciandoli se consentito dalle normative locali. L'obiettivo è interrompere il ciclo vitale del parassita impedendogli di depositarsi nuovamente nel terreno vicino alle tue piante sane.

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