Pianta sempreverde

Piante per giardino

Sempreverdi

Le piante sempreverdi non perdono le foglie durante l'inverno: vivono nelle zone tropicali umide e in quelle fredde. Possono essere alberi o arbusti.

di Redazione

06 giugno 2016

Le piante sempreverdi: le varie specie e le caratteristiche

Le piante sempreverdi sì caratterizzano, appunto come suggerisce il nome, perché non perdono le foglie durante l'autunno e l'inverno, a differenza delle caducifoglie. Infatti le foglie possono resistere per un certo numero di anni, cadendo in modo graduale e rinnovandosi subito dopo. I sempreverdi possono essere alberi, cespugli oppure arbusti e sono le specie prevalenti sia nella zone con clima freddo che in quelle tropicali umide. Si tratta di aree climatiche dove, per ragioni opposte, il persistere delle foglie sulla pianta durante l'inverno non ne mette a rischio la sopravvivenza. Nella fascia climatica fredda sono molto comuni le conifere, tra cui il larice si distingue per il suo comportamento anomalo, in quanto perde le foglie in inverno. Piante sempreverdi appartenenti alla famiglia delle latifoglie sono l’alloro, il leccio, il corbezzolo e l'olivo, specie che fanno parte della cosiddetta macchia mediterranea.

Le piante sempreverdi: l'agrifoglio e quali sono le sue caratteristiche

L'agrifoglio è insieme all’abete la pianta natalizia più conosciuta e diffusa; tra l'altro entrambe le specie appartengono alla categoria delle sempreverdi. Questo arbusto si caratterizza per le foglie spinose dalla forma particolare e per le sue bacche, che assumono un colore rosso intenso durante l'inverno. Per questo motivo i rami di agrifoglio fanno bella mostra come decorazioni sulle tavole, nelle vetrine, appesi alle finestre e alle porte, sui davanzali o alle pareti. Il suo nome, derivante dal greco, significa foglia appuntita, caratteristica di cui ci si rende subito conto se si prova a coglierlo senza prestare la dovuta attenzione. In particolare i rami più bassi hanno foglie estremamente appuntite. L'agrifoglio è una pianta antichissima: infatti ne sono stati trovati resti fossili risalenti a 125 milioni di anni fa. Ciò vuol dire che l'agrifoglio esisteva già in piena era del Giurassico.

Le specie di piante sempreverdi: il pino e le sue caratteristiche

Quando si parla di pino in realtà si può fare riferimento a molte specie diverse; la famiglia delle pinacee, infatti, è molto ampia. Tutte le specie sono accomunate dal fatto di essere sempreverdi, aghiformi e dotate delle caratteristiche pigne, anche se dalle forme diverse tra loro. Esistono specie coltivate e altre spontanee: queste ultime sono 9 soltanto in Italia. Il pino spontaneo più diffuso e conosciuto nel nostro Paese è quello marittimo, chiamato anche italico o a ombrello per la forma caratteristica della sua chioma. È molto apprezzato perché cresce bene anche in zone dove l'aria è salmastra e per il fatto di regalare un'ombra diffusa persino nelle giornate più calde dell'estate. I semi del pino sono i famosi pinoli, ingrediente fondamentale di molte ricette italiane come il castagnaccio e il pesto alla genovese. In più dalla pianta si ricavano un legno molto pregiato, resine balsamiche e oli vari.

Le specie di piante sempreverdi: l'abete e le sue caratteristiche

L'abete è una delle piante natalizie per eccellenza, tanto da venire chiamato albero di Natale. Cresce in montagna, anche ad altitudini notevoli, ha le foglie aghiformi e appartiene a un genere molto numeroso. Infatti nel genere sono comprese circa 50 specie, tra cui l'abete bianco, quello siberiano, quello spagnolo e quello himalaiano. Anche se viene chiamato abete rosso, il peccio non fa parte di questa famiglia. Il nome della specie deriva dall'arabo a-betem. Questa pianta sempreverde può raggiungere anche altezze notevoli e si caratterizza per una particolare forma conica; per questo viene fatto oggetto di potatura così da esaltare l'andamento dei rami, eliminando quelli storti o troppo sviluppati. Molto resistente, l'abete è il protagonista delle campagne di reimpianto al termine delle festività natalizie; ad esempio a Milano le piante vengono ritirate dall’AMSA e messe a dimora nella pineta di Rogoredo.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra piante sempreverdi e caducifoglie?
    La distinzione fondamentale risiede nel ciclo fogliare: le piante caducifoglie perdono tutte le foglie in autunno-inverno per entrare in dormienza, mentre i sempreverdi mantengono il fogliame tutto l'anno. Tuttavia, 'sempreverde' non significa immutabile; le foglie cadono gradualmente e vengono sostituite da nuove nel corso degli anni, garantendo una fotosintesi continua. Questa strategia permette alla pianta di sfruttare le brevi finestre di luce e calore disponibili anche nei periodi freddi, purché il clima non sia eccessivamente rigido da bloccare completamente il metabolismo vegetale.
  • L'agrifoglio è velenoso? Come gestirlo in presenza di bambini o animali domestici?
    Sì, l'agrifoglio (Ilex aquifolium) presenta tossicità significativa. Sia le bacche rosse brillanti, spesso attrattive per bambini e uccelli, sia le foglie spinose contengono principi attivi irritanti e tossici se ingeriti, causando disturbi gastrointestinali e cardiaci. Inoltre, le foglie hanno margini taglienti che possono ferire la pelle. Se hai cani o gatti, valuta alternative sicure come il tasso (con cautela, anch'esso tossico ma meno attraente) o piante ornamentali non tossiche. In caso di ingestione, contatta immediatamente un veterinario o il centro antiveleni.
  • Il pino marittimo è adatto a giardini vicini al mare?
    Assolutamente sì, il Pino marittimo (Pinus pinaster), noto anche come pino d'Aleppo o pino a ombrello, è eccellente per le zone costiere. La sua elevata tolleranza alla salinità e ai venti forti lo rende ideale per la fascia litoranea. Sviluppa una chioma larga e diffusa, ottima per creare ombra estiva, e resiste bene all'aria salmastra. Richiede comunque pieno sole e terreni ben drenati; evita ristagni idrici. È una scelta robusta per chi cerca un evergreen imponente capace di resistere alle condizioni marine tipiche delle coste mediterranee.
  • Cosa succede agli alberi di Natale dopo le feste? Posso piantarli in giardino?
    Molti comuni organizzano raccolte differenziate per riutilizzare gli abeti (spesso Pecci o Abeti bianchi) tramite compostaggio o reimpianto in aree forestali, come avvenuto a Milano con la Pineta di Rogoredo. Tuttavia, piantare un abete prelevato da un vivaio urbano in giardino personale è complesso: le radici sono spesso confinate in contenitori piccoli e fragili, e lo shock trapianto è elevato. Se decidi di provare, scegli piante con zolla interrata, prepara una buca ampia e mantieni l'umidità costante per mesi. Non tutti sopravvivono, quindi verifica le politiche locali di smaltimento prima di agire.
  • Perché il Larace è considerato un'eccezione tra le conifere sempreverdi?
    Il Larice (Larix decidua) è un'anomalia botanica: pur essendo una conifera (pinacea), è deciduo. A differenza di pini e abeti che conservano gli aghi verdi per anni, il larace perde le sue foglie aghiformi in autunno, diventando giallo brillante prima di spogliarsi completamente per l'inverno. Questa caratteristica lo rende unico tra le conifere europee. Richiede pieno sole e terreni acidi o neutri, freschi ma ben drenati. È perfetto per giardini grandi dove si vuole aggiungere colore stagionale oltre alla struttura verde invernale offerta dagli altri evergreen.