Manuali di diritto

Leggi e imposte

Successione di morte

La successione a causa di morte può essere testamentaria o legittima. Nel primo caso il defunto ha disposto dei propri averi redando un testamento.

di Redazione

08 marzo 2016

Successione legittima

La successione legittima si ha quando la persona muore senza lasciare testamento. In questo caso il patrimonio di divide tra coniuge e figli, e in mancanza di figli, tra gli ascendenti. In assenza di legittimari il patrimonio verrà ripartito tra i parenti entro il sesto grado. Se mancano anche questi l'eredità si devolve allo Stato. In presenza di soli figli, a loro andrà l'intera eredità; se insieme ai figli concorre il coniuge, a lui spetterà la quota di un 1/2 nel caso di un solo figlio; con più figli, a loro andranno i 2/3 e 1/3 al coniuge. Se il coniuge concorre con ascendenti, fratelli e sorelle, ha diritto ai 2/3 dell'eredità. Al coniuge si devolve l'intera eredità in assenza di figli, ascendenti, fratelli o sorelle.

Successione di morte testamentaria

Ogni soggetto è libero di disporre dei propri beni tramite testamento, ma in presenza di figli, coniuge o in certi casi, i genitori, bisogna garantire loro la cosiddetta quota di legittima. Per calcolare la quota di patrimonio disponibile occorre detrarre dal cespite patrimoniale le quote di legittima. Se il soggetto ha un solo figlio, a lui spetta 1/2 del patrimonio; se i figli sono di più la quota è pari a 2/3 da dividersi in parti uguali. Se con il figlio concorre il coniuge, spetta 1/3 a ciascuno, mentre in caso di più figli, a loro spetterà 1/2 del patrimonio e 1/4 al coniuge. Nel caso in cui ci sia solo il coniuge, la sua è pari a 1/2. Ai genitori spetta la quota solo se non ci sono figli.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si divide l'eredità se muoio lasciando un coniuge e due figli?
    In caso di successione legittima, ovvero senza testamento, il patrimonio viene suddiviso specificamente. Con la presenza del coniuge e di due o più figli, la regola prevede che i figli ereditino complessivamente i due terzi (2/3) del patrimonio, da dividere in parti uguali tra loro. Il restante terzo (1/3) va al coniuge. Questa ripartizione è automatica per legge e garantisce una protezione economica sia alla coppia che alla prole diretta.
  • Cosa succede se non c'è nessun familiare stretto? Chi eredita?
    L'ordine di chiamata all'eredità segue una gerarchia precisa. Prima vengono chiamati il coniuge e i discendenti diretti (figli). In loro assenza, subentrano gli ascendenti (genitori, nonni) e i collaterali fino al quarto grado (fratelli/sorelle). Solo se mancano tutti i parenti entro il sesto grado, l'eredità si devolve integralmente allo Stato. Quindi, esistono parenti lontani (fino al sesto grado) che hanno priorità sulla nazionalità.
  • Posso lasciare tutto il mio patrimonio a chi voglio attraverso un testamento?
    No, la libertà testamentaria è limitata dalla 'quota di legittima'. Se esistono soggetti protetti dalla legge come il coniuge, i figli o, in assenza di figli, i genitori, essi hanno diritto a una porzione minima del patrimonio che non può essere loro sottratta. Puoi disporre liberamente solo della parte residua, definita 'quota disponibile', dopo aver calcolato e riservato le quote obbligatorie agli eredi legittimari.
  • Quanto spetta al coniuge se non ci sono figli ma ci sono i genitori?
    Quando il defunto lascia il coniuge ma non ha figli, la situazione cambia rispetto al caso precedente. In questa configurazione, al coniuge spetta la metà (1/2) del patrimonio. L'altra metà è riservata ai genitori (ascendenti), che si dividono questa quota. È importante notare che la quota piena per il coniuge si applica solo se mancano completamente figli, ascendenti e fratelli/sorelle.