Le lampade Tiffany: la nascita e il nome
Le lampade Tiffany sono conosciute in tutto il mondo per il loro aspetto, che unisce fantasia, decorazioni raffinate e una grande valenza estetica. Il materiale principale è il vetro colorato anche se, a dire il vero, si dovrebbe parlare di vetri colorati dato che le lampade Tiffany si caratterizzano per veri e propri mosaici sui paralumi. Sono sistemi di illuminazione molto versatili ma più amati per il loro impatto estetico che per le loro capacità di illuminazione: infatti emettono una luce molto colorata ma soffusa, poco potente. Il loro nome deriva da quello del loro creatore, L.C. Tiffany, artista che unì le capacità decorative dell'Art Noveau alle innovazioni dell'illuminazione elettrica, nata negli stessi anni. La produzione iniziò nel 1897 e raggiunse l'apice del suo successo fra il 1900 ed il 1914. Dopo la morte del loro creatore, le lampade Tiffany attraversarono un periodo di crisi, per poi essere riscoperte negli anni Cinquanta. Sono ancora oggi gli oggetti Tiffany di maggior popolarità.
I tipi di lampade Tiffany e le caratteristiche
Al giorno d'oggi il termine lampade Tiffany si usa per indicare sia gli oggetti originali che le copie. Infatti le lampade Tiffany originali sono solo quelle create negli Tiffany Studios di New York: vere opere d'arte, sono spesso firmate dal loro creatore e raggiungono cifre a sei zeri. Le copie si dividono nelle duplicazioni Tiffany e nelle riproduzioni in stile Tiffany: le prime sono copie esatte create dalla stessa casa di produzione, mentre le altre sono sistemi di illuminazione che adottano gli stessi materiali e lo stesso stile delle lampade Tiffany. In genere hanno un prezzo molto più basso, ma sono prodotte a stampo. Al contrario le lampade Tiffany si caratterizzavano per la lavorazione artigianale e per il fatto di essere uniche e imperfette. Le lampade Tiffany sono molto eleganti e adottano sempre motivi e stili originali, inspirati alla natura e molto colorati sul paralume: di conseguenza la luce diffusa crea giochi di grande effetto sul pavimento, le pareti e sugli stessi oggetti vicini. Così non solo illuminano ma arredano.
L'illuminazione data dalle lampade Tiffany
L'illuminazione data dalle lampade Tiffany non è molto potente, tuttavia possono essere usate in combinazione con altri apparati di luci così da creare nella stessa stanza diversi punti luce; in alternativa sono molto comode come lampade da notte. Prima di adottarle, tuttavia, bisogna valutare la luminosità dell'ambiente e le funzioni che vi si svolgono: infatti se si necessita di una luce forte queste lampade non vanno bene. In più è bene leggere attentamente le note relative al tipo di lampadine richieste e al consumo energetico: alcune lampade, difatti, montano lampadine di difficile reperibilità per forma e/o per tipo di attacco. Se non si riesce a trovare una lampadina adatta da sostituire, si rischia di ridurre la lampada Tiffany a soprammobile o complemento d'arredo decorativo non funzionante.
Arredare la casa con le lampade Tiffany
Le lampade Tiffany sono elementi di arredo veramente versatili, che possono essere adottati sia in ambienti classici che in quelli moderni; inoltre possono essere combinati a piacere con complementi d'arredo e mobili in svariati stili. Sono elementi che consentono di dare una forte impronta personale e un tocco retrò alla casa. In genere sono costituite da un paralume di vetri colorati tenuti insieme da una rilegatura a piombo (al giorno d'oggi è presente anche la saldatura senza piombo) e da una base in bronzo lucido. La loro funzione può essere di illuminazione, estetica o entrambe. Data l'ampia gamma di stili e modelli presenti si consiglia di abbinare le lampade Tiffany ai colori e allo stile della propria casa: ad esempio, possono adottare gli stessi colori dei cuscini, dei tappeti e delle tende presenti nella stanza. Inoltre è preferibile inserire nello studio e nel soggiorno lampade in stile più sobrio rispetto a quelle che si trovano, ad esempio, nelle camere da letto.