Lampadina fluorescente compatta

Lampade lampadari

Lampade fluorescenti

Le lampade fluorescenti non sono collegate alla rete in modo diretto e hanno una vita media più lunga, ma non vanno accese e spente a ciclo continuo.

di Redazione

15 febbraio 2016

Che cosa sono le lampadine fluorescenti

Le lampade fluorescenti furono inventate nel 1980 dallo scienziato Nikola Tesla: il loro nome deriva dal fatto che si tratta di sistemi di illuminazione a scarica dove l'emittente è appunto un materiale fluorescente e non il gas ionizzato. È quella che viene chiamata emissione luminosa indiretta. Inoltre le lampade fluorescenti sono comunemente chiamate lampade (o tubi) al neon, dato che spesso contengono questo gas nobile. Sono formate da un tubo di vetro lineare rivestito internamente da una polvere bianca costituita da materiale fluorescente. Una volta che si è creato il vuoto, si introduce all'interno una piccola quantità di mercurio e un gas nobile a bassa pressione, spesso neon ma anche argon, kripton oppure xeno; mescolandosi con il gas, il mercurio in parte evapora. Si applica un elettrodo a entrambe le estremità del tubo così la corrente fa emettere al gas radiazioni ultraviolette, che, colpendo il materiale fluorescente, si trasformano in luce e calore.

L'efficienza energetica delle lampadine fluorescenti

In base alla composizione del materiale fluorescente, le lampade emettono una luce più fredda oppure più calda. Le lampade fluorescenti hanno una durata media superiore, anche se questa è influenzata da quante volte si accendono e si spengono a ritmo continuo. Infatti queste sollecitazioni reiterate degli elettrodi li usurano maggiormente perché sono necessari più preriscaldamenti. Per ovviare a questo problema si può usare un pilotaggio elettronico: si tratta di un sistema di preriscaldo controllato degli elettrodi che ne allunga notevolmente la vita e consente un numero di accensioni quasi infinito. Tanto per fare un esempio, le lampade fluorescenti tubolari hanno una durata di 12.000-15.000 ore per cicli di accensione di 8 ore; con il pilotaggio elettronico si arriva addirittura alle 60.000 ore. Anche se consumano di meno rispetto alle lampade a incandescenza, quelle fluorescenti non si possono collegare direttamente alla rete e nel corso del tempo possono emettere una quantità leggermente inferiore di luce.

Come si smaltiscono le lampadine fluorescenti

Dato che le lampade fluorescenti contengono sia componenti riciclabili che una sostanza inquinante come il mercurio, una volta terminato il loro ciclo di vita vanno smaltite come rifiuti RAEE. Di conseguenza non possono essere buttate nel contenitore del vetro della raccolta differenziata. Al contrario, vanno riportate al rivenditore dove sono state acquistate oppure, se presente, consegnate al centro di riciclaggio della discarica comunale. Poiché il mercurio è fondamentale per il funzionamento delle lampade fluorescenti, questi sistemi di illuminazione sono stati esentati dalla Direttiva Comunitaria 2002/95/CE, con cui si vieta dal 2006 la vendita nell'Unione Europea di tutte le apparecchiature elettroniche ed elettriche con una componente di mercurio e di altre sostanze tossiche come il cromo e il piombo. L'esenzione vale solo se le lampade fluorescenti contengono meno di 5 mg di mercurio. Quindi è bene controllare bene le informative tecniche.

Le lampadine fluorescenti compatte

Le lampadine fluorescenti possono essere classificate in vario modo, ad esempio per codice di colore, diametro del tubo, materiale fluorescente usato o la stessa forma del tubo. In quest'ultima classificazione rivestono un ruolo molto importante le lampade fluorescenti compatte: si caratterizzano per il fatto che il tubo di vetro è leggermente sagomato e quindi concentrano in un piccolo volume la luminosità. Infatti il tubo viene lavorato perché si ripieghi più volte. Di conseguenza le lampade fluorescenti compatte sono molto meno ingombranti delle lampadine a incandescenza e consumano meno. Vengono definite con l'acronimo CFL (cioè Compact Fluorescent Lamp) e spesso hanno un alimentatore integrato: in questo caso sono chiamate CFLi e possono essere anche accese e spente ripetutamente senza problemi. Le lampade fluorescenti compatte possono avere un attacco E14 o uno E27 e possono essere collegate direttamente alla rete.

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Domande frequenti

  • Perché non devo spegnere continuamente le luci fluorescenti quando esco dalla stanza?
    Le lampade fluorescenti tradizionali soffrono moltissimo degli accendi e spegni frequenti. Ogni volta che vengono attivate, gli elettrodi subiscono un processo di preriscaldamento che ne causa l'usura progressiva. Se le accendi e spegni a ciclo continuo, riduci drasticamente la loro vita utile. Per questo motivo, in ambienti piccoli o frequentati brevemente, è meglio lasciarle accese o optare per tecnologie diverse. L'unica eccezione riguarda le versioni moderne con pilotaggio elettronico avanzato o le CFLi (compatte con alimentatore integrato), che gestiscono meglio questi cicli e permettono accensioni ripetute senza danni significativi.
  • Come devo smaltire le vecchie lampadine fluorescenti rotte o esauste?
    Non gettare mai le lampade fluorescenti nella raccolta dell'indifferenziata o nel cassonetto del vetro, poiché contengono mercurio, una sostanza tossica e inquinante. Devono essere conferite come Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Puoi portarle gratuitamente al punto vendita dove le hai acquistate (per legge il negozio deve ritirarne almeno una per ogni acquisto equivalente) oppure presso i centri di raccolta comunali dedicati. Questo smaltimento corretto è fondamentale per evitare la dispersione di metalli pesanti nell'ambiente e garantire il recupero dei materiali riciclabili presenti nel tubo.
  • Qual è la differenza tra una lampada fluorescente tradizionale e una CFL?
    La principale differenza sta nella forma e nell'alimentazione. Le lampade fluorescenti tradizionali (tubi lineari) richiedono un ballast esterno e non possono essere avvitate direttamente nella presa di corrente standard; sono usate principalmente in uffici o negozi. Le CFL (Compact Fluorescent Lamp), invece, hanno il tubo di vetro piegato per occupare meno spazio e integrano l'alimentatore nel bulbo stesso. Questo permette loro di avere attacchi standard E27 o E14, rendendole compatibili con le comuni lampade da tavolo o da soffitto domestiche, pur mantenendo un'elevata efficienza energetica rispetto alle vecchie incandescenti.
  • Quanto durano effettivamente le lampade fluorescenti rispetto alle LED?
    Una lampada fluorescente tubolare ha una durata media che varia dalle 12.000 alle 15.000 ore, arrivando fino a 60.000 ore solo se dotata di un sofisticato pilotaggio elettronico che protegge gli elettrodi. Tuttavia, questa durata teorica crolla se la lampada viene accesa e spenta frequentemente. Rispetto alle moderne lampade LED, che possono superare le 25.000-50.000 ore e resistere perfettamente agli spegnimenti continui, le fluorescenti risultano obsolete. Inoltre, le LED offrono una resa cromatica migliore, un'accensione immediata e non contengono mercurio, rendendole la scelta tecnologicamente superiore per l'illuminazione domestica odierna.