Piante carnivore

Piante Appartamento

Pianta carnivora

Una pianta carnivora, o insettivora, è dotata di apposite trappole con cui cattura le mosche e i piccoli insetti di cui si nutre.

di Redazione

25 luglio 2017

Cos'è la pianta carnivora

Le piante carnivore hanno un meccanismo a trappola con cui catturano degli insetti o piccoli animali, di cui poi si nutrono. Questa particolare tecnica si è sviluppata come adattamento a dei suoli poco fertili, che non fornivano alla pianta tutti gli elementi necessari. La pianta carnivora li ricava così digerendo le sue piccole prede. La venus acchiappamosche (Dionaea muscipula) è la pianta carnivora più diffusa ed è possibile coltivarla anche in vaso. Nonostante quanto si creda solitamente sono del tutto innocue per l'uomo e, per le loro caratteristiche, queste piante sono abbastanza semplici da coltivare, perché si procurano da sole il nutrimento.

Coltivazione in vaso e in appartamento

Una pianta carnivora come la venus acchiappamosche (Dionaea muscipula) si può facilmente coltivare anche in casa o, meglio ancora, sul balcone. Le radici sono delicate e abbastanza ridotte, perché non sono l'unica fonte di sostentamento della pianta. L'importante è posizionare il vaso in una zona ben soleggiata, ad esempio su un davanzale esposto a sud, e lasciare il terreno sempre umido. In natura esistono 600 specie di piante carnivore, che intrappolano gli insetti con diversi meccanismi di cattura. Questa può avvenire grazie a trappole adesive, a scatto, ad aspirazione o a nassa. Il tratto comune sono gli enzimi contenuti nelle trappole, che permettono di digerire l'insetto e ridurlo agli elementi necessari.

Domande frequenti

  • È vero che le piante carnivore mangiano solo insetti nocivi?
    No, questa è un'idea sbagliata comune. Le piante carnivore, come la Venus acchiappamosche, non selezionano le prede in base alla pericolosità per l'uomo. Catturano qualsiasi piccolo insetto che finisca nella sua trappola, comprese zanzare, moscerini e altri artropodi. Anzi, in casa o in balcone, la presenza di questi inseti è spesso già un segnale di fastidio per noi. La pianta li digerisce grazie agli enzimi presenti nelle trappole per integrare i nutrienti mancanti dal suolo povero. Non devi preoccuparti che attacchino esseri umani o animali domestici: sono completamente innocue per noi.
  • Come devo annaffiare una pianta carnivora in vaso?
    L'irrigazione è fondamentale e diversa dalle piante comuni. Tieni sempre il terreno umido, ma evita il ristagno idrico prolungato nel sottovaso se non necessario. È cruciale usare esclusivamente acqua piovana, demineralizzata o distillata. Mai usare acqua del rubinetto, poiché contiene sali minerali e cloro che possono uccidere rapidamente la pianta, intossicandola. Le radici delle piante carnivore sono delicate e adattate ad ambienti poveri di nutrienti; l'acqua ricca di minerali altererebbe l'equilibrio osmotico, causando danni irreparabili. Controlla regolarmente il livello di umidità del substrato.
  • Quanta luce serve per far crescere bene una Venus acchiappamosche?
    La Venus acchiappamosche richiede molta luce diretta per prosperare. Posiziona il vaso in una zona molto soleggiata, idealmente su un davanzale esposto a Sud. Se coltivata in interno senza sufficiente luce naturale, la pianta risulterà debole, allungata e meno efficace nel catturare le prede. Un'esposizione ottimale garantisce foglie verdi e trappole attive. Se vivi in zone con estati particolarmente calde, potresti dover ombreggiare leggermente le ore più calde, ma generalmente ama il pieno sole. Senza almeno 6-8 ore di luce diretta quotidiana, la crescita sarà stentata.
  • Devo nutrire manualmente la pianta carnivora?
    In genere, no. Le piante carnivore coltivate in esterno o su balconi ben esposti trovano da sole il cibo necessario cacciando gli insetti che vi capitano vicino. Nutrirle manualmente è sconsigliato se non strettamente necessario, poiché un'alimentazione eccessiva può stressare la pianta o attirare parassiti. Se la tieni in casa chiusa dove non arrivano insetti, puoi offrire occasionalmente piccoli insetti vivi o morti (come mosche o formiche), ma mai carne umana o alimenti processati. Ricorda che le trappole si chiudono solo per stimolazione meccanica: tocca delicatamente i peli sensibili interni.
  • Quali sono le diverse tecniche di cattura delle piante carnivore?
    Esistono circa 600 specie di piante carnivore che utilizzano strategie diversificate per catturare le prede. I principali meccanismi includono: trappole adesive (come le drosera, che secernono una colla appiccicosa), trappole a scatto (la classica Venus acchiappamosche), trappole ad aspirazione (sarracenie, che inghiottono le prede cadendo in una coppa), e trappole a nassa (come le pinguicole, che intrappolano le prede in strutture complesse). Tutte condividono però la produzione di enzimi digestivi che scompongono la preda in nutrienti assorbibili, compensando la scarsità di fertilizzanti nel loro habitat naturale.