L'usufrutto è riconosciuto dalla legge

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Calcolo usofrutto

Volete vendere la nuda proprietà di un immobile e mantenerne il godimento? Ecco come calcolare il valore della casa al netto dell'usufrutto

di Redazione

21 marzo 2016

Che cos'è il diritto di usufrutto

Per usufrutto si intende il diritto che ha un soggetto, detto usufruttuario, di godere di un bene, mobile o immobile, di proprietà di un altro. Costui, non avendo il diritto di godimento sul bene, ha solamente quel che viene definita nuda proprietà. E' un diritto reale riconosciuto dalla legge (art. 978 e seguenti del Codice Civile), la quale ne riconosce due tipologie:- usufrutto a vita, quando il diritto di godimento su beni altrui cessa di avere valenza nel momento in cui l'usufruttuario muore;- usufrutto a termine, attuabile nel caso in cui l'usufruttuario è una persona giuridica ed ha una durata che non può superare i 30 anni.

Come calcolare il valore dell'usufrutto

Generalmente l'usufrutto viene applicato durante la vendita di beni immobili: può capitare che venga venduta la nuda proprietà, mentre l'usufrutto rimane nelle mani del proprietario precedente. In questo caso, il nudo proprietario potrà acquistare l'immobile ad un prezzo inferiore. Per calcolare il suo valore, bisogna adoperare un calcolo matematico che prevede l'utilizzo di una tabella riportante i coefficienti relativi a delle fasce di età. Sarà, infatti, necessario moltiplicare il valore dell'immobile sia per il coefficiente relativo all'età dell'usufruttuario che per il tasso di interesse legale (pari al 0,20%). Dunque, se ad esempio, si è nudi proprietari di un immobile il cui valore è di 100.000€ e l'usufruttario ha un'età pari a 65 anni il calcolo da adoperare per ottenere il valore dell'usufrutto sarà: 100.000 x 0,20% x 225 (coefficiente moltiplicatore)=45.000€. Il valore della nuda proprietà sarà, invece, pari alla restante parte, ovvero 55.000€.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra nuda proprietà e usufrutto nella compravendita immobiliare?
    La nuda proprietà è il titolo di possesso di un immobile che esclude il diritto di goderne materialmente, mentre l'usufrutto conferisce al titolare il diritto di utilizzare il bene e trarne frutti (come affitti o abitazione) senza esserne proprietario. Nella pratica, chi vende la sola nuda proprietà mantiene il godimento fino alla morte (usufrutto vitalizio) o per un periodo determinato. Questo permette al compratore di acquisire la piena proprietà solo dopo il decesso dell'usufruttuario, ottenendo uno sconto immediato sul prezzo di mercato.
  • Come si calcola esattamente il valore economico dell'usufrutto?
    Il calcolo segue una formula precisa stabilita dalla normativa fiscale: si prende il valore commerciale dell'immobile e lo si moltiplica per il coefficiente tabellare corrispondente all'età dell'usufruttuario e per il tasso di interesse legale vigente (attualmente fissato allo 0,20%). Ad esempio, per un immobile da 100.000 euro con un usufruttuario di 65 anni, si moltiplica il valore per il coefficiente (225) e per lo 0,20%. Il risultato (45.000 euro) rappresenta il valore dell'usufrutto; la differenza rispetto al valore totale costituisce il valore della nuda proprietà.
  • Quanto tempo dura un usufrutto e può essere trasferito agli eredi?
    L'usufrutto può essere a vita o a termine. Se istituito a favore di una persona fisica, dura fino al suo decesso e si estingue automaticamente senza passare agli eredi, che erediteranno solo la nuda proprietà. Se istituito a favore di un ente o società, la durata massima legale è di 30 anni. Alla cessazione dell'usufrutto, la piena proprietà si consolida automaticamente nelle mani del nudo proprietario, senza necessità di nuovi atti notarili per il ritorno del godimento.
  • Chi deve pagare le tasse sulla casa e le spese di manutenzione ordinaria durante l'usufrutto?
    Le responsabilità sono divise per legge. L'usufruttuario è tenuto a pagare le imposte periodiche (come IMU e TARI, salvo diverse accordi) e le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie per conservare il bene. Il nudo proprietario, invece, sostiene le spese di natura straordinaria che non riguardano la conservazione immediata ma migliorano il valore strutturale (es. rifacimento facciata portante) e paga le imposte sugli eventuali redditi derivanti dall'immobile se l'usufrutto è gratuito. È fondamentale chiarire questi aspetti nell'atto di costituzione.
  • È possibile revocare l'usufrutto prima della scadenza naturale?
    In linea generale, l'usufrutto è un diritto reale difficile da revocare unilateralmente. Tuttavia, può cessare anticipatamente per rinuncia dell'usufruttuario, confusione dei diritti (se la stessa persona diventa sia nudo proprietario che usufruttuario), prescrizione per mancato uso, o per grave abuso del bene da parte dell'usufruttuario. La rinuncia deve essere fatta con atto pubblico e iscritta nei registri immobiliari. In caso di conflitti, si consiglia sempre il supporto di un avvocato specializzato in diritto immobiliare.

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