Semplici lattine usate come contenitori per piante

Giardino

Contenitori per piante

La bellezza di una pianta è spesso valorizzata dal contenitore in cui è posta. I contenitori per piante sono una scelta importante e anche divertente.

di Redazione

03 febbraio 2016

Tipi di contenitori per piante

Oltre ai comuni vasi, che pure sono molto vari per design, materiali e colori, spesso si scelgono contenitori per piante del tutto originali, magari riciclando oggetti di casa.In effetti, con un po' di fantasia, qualsiasi contenitore può diventare un vaso funzionale e bello, oltre che utile. Il materiale è relativamente importante; la traspirazione minore, come nel caso di materie plastiche, o molto forte, come per stoffe o legno, può essere "aggiustata" e personalizzata alle singole esigenze della pianta, aumentando o diminuendo le annaffiature.Le forme e i colori saranno, probabilmente, il motivo per cui si deciderà di scegliere una scodella, una cassetta, una bomboniera o un sacco di iuta come contenitore per piante.Qualsiasi oggetto si utilizzi, l'unico requisito davvero fondamentale che dovrà avere è il foro di scolo. Non basta uno strato di materiale inerte sul fondo: i buchi per il drenaggio sono importanti per la salute di ogni pianta.

Idee per contenitori per piante

Un bel vaso, una tazza sbeccata, oppure bottiglie di plastica o cassette di legno: tutto si presta ad ospitare le piante. Una volta provveduto a praticare i fori sul fondo con la punta di una forbice e un po' di pazienza, le tazzine si prestano benissimo ad ospitare le piante grasse a crescita lenta, mentre i contenitori di plastica possono essere utilizzati per creare un piccolo giardino verticale, ovvero disposto sull'altezza della parete, idea che prende sempre più piede per sfruttare gli spazi.Le cassette di legno rivestite con un foglio di plastica e disposte in giardino, ma anche sul balcone, sono originali, economiche e funzionali per contenere non solo piante, ma anche ortaggi.Gli amanti del fai da te creano contenitori per piante originali con mollette, conchiglie, teiere e perfino vecchie scarpe, mobili e ceste.I vantaggi di questi contenitori improvvisati sono non solo l'originalità o la bellezza estetica, ma anche la funzione di riciclo.

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Domande frequenti

  • È possibile utilizzare qualsiasi oggetto come vaso per le piante?
    In teoria sì, purché l'oggetto abbia capacità di contenere terra e acqua, ma ci sono requisiti fondamentali da rispettare. Il fattore critico assoluto è la presenza di fori di scolo sul fondo per garantire il drenaggio dell'acqua in eccesso. Senza questi fori, le radici rischiano il marciume per ristagno idrico, rendendo insalubre la pianta indipendentemente dalla specie. Inoltre, bisogna considerare il materiale: la plastica trattiene molta umidità richiedendo annaffiature meno frequenti, mentre tessuti o legno traspirano di più, necessitando di controlli più attenti dell'umidità del terreno. Scegliere un contenitore originale richiede quindi un'adeguazione delle cure colturali alla permeabilità del materiale scelto.
  • Come preparare un contenitore non adatto per piantare?
    Per trasformare oggetti domestici come tazze, bottiglie di plastica o scatole in vasi funzionali, la procedura principale consiste nel creare adeguatamente il sistema di drenaggio. Utilizzando strumenti semplici come la punta di una forbice calda, un trapano o un chiodo, è necessario praticare diversi fori sul fondo del recipiente. Questi buchi sono indispensabili per permettere all'acqua di fuoriuscire dopo l'annaffiatura. Dopo aver creato i fori, si consiglia di posizionare sul fondo uno strato di materiale inerte, come argilla espansa o cocci, per migliorare ulteriormente il drenaggio e proteggere le radici dal contatto diretto con l'acqua stagnante, garantendo così una crescita sana.
  • Quali piante si adattano meglio a contenitori piccoli o insoliti?
    I contenitori di piccole dimensioni, come tazzine da caffè o bicchieri, sono ideali per piante grasse e succulente a crescita lenta. Queste piante hanno bisogno di poco terreno e temono il ristagno idrico, caratteristiche che trovano spazio limitato ma sufficiente in tali recipienti. Al contrario, per piante più grandi o ortaggi, sono preferibili cassette di legno o sacchi di iuta, che offrono maggior volume radicale. L'importante è abbinare la dimensione del vaso alla massa vegetativa della pianta: un vaso troppo piccolo soffocherà le radici, mentre uno troppo grande tratterrà troppa umidità, favorendo malattie fungine. Valutare la crescita attesa è cruciale per la scelta.
  • Come realizzare un giardino verticale con contenitori riciclati?
    Le bottiglie di plastica sono eccellenti candidate per creare giardini verticali sfruttando le pareti. È sufficiente tagliarle a metà o praticare aperture laterali, praticare fori di scolo sul fondo e fissarle alla parete usando viti, ganci o supporti specifici. Questo metodo permette di ottimizzare spazi ridotti, come balconi stretti o muri esterni. Per garantire stabilità e corretta esposizione solare, si possono organizzare le bottiglie a gradoni o in file ordinate. Ricordarsi di rivestire internamente eventuali fessure se si usano materiali porosi e di annaffiare con moderazione, poiché l'esposizione diretta al sole sulle superfici laterali può accelerare l'evaporazione rispetto ai vasi tradizionali.
  • Vantaggi e svantaggi dei contenitori in plastica rispetto a quelli naturali?
    I contenitori in plastica offrono vantaggi economici, leggerezza e durabilità, essendo impermeabili e facili da pulire. Tuttavia, il loro svantaggio principale è la scarsa traspirazione: trattengono l'umidità nel terreno per tempi prolungati, richiedendo di ridurre la frequenza delle annaffiature per evitare il marciume radicale. Al contrario, materiali naturali come terracotta, legno o tessuto permettono una maggiore traspirazione, mantenendo il substrato più aerato ma asciugandosi più velocemente. Questa differenza impone di adattare le cure: con la plastica si innaffia meno spesso controllando bene il drenaggio, mentre con materiali naturali si monitora l'umidità più frequentemente per non far seccare la pianta.