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Digitale terrestre

Il digitale terrestre è stato una rivoluzione nella ricezione televisiva, in grado di ampliare notevolmente l'offerta dei canali.

di Redazione

12 luglio 2016

Un passo avanti, il segnale del digitale terrestre

Il digitale terrestre rappresenta una trasmissione dell'informazione televisiva dalla precedente forma analogica alla attuale forma digitale. E' la cosiddetta televisione digitale terrestre, evoluzione e passaggio dalla precedente televisione analogica terrestre. Queste due tecnologie presentano vantaggi alterni le une rispetto alle altre. Da una parte, i segnali analogici sono più frequentemente soggetti a disturbi rispetto ai segnali digitali, per cui questo è un vantaggio a favore del digitale. Secondariamente, il segnale digitale è immune da disturbi di lieve entità, ma se questi superano una certa intensità, il segnale diventa indecifrabile, determinando oltre una certa soglia la perdita di qualsiasi tipo di informazione. Il segnale analogico, al contrario, si deteriora in materia continuativa; anche in presenza di un grosso disturbo, la qualità è comunque tale da essere almeno comprensibile all'occhio umano.

Vantaggi della televisione digitale terrestre

Il passaggio alla nuova forma di trasmissione digitale del segnale televisivo ha comportato una serie di vantaggi pratici e teorici: - disponibilità di un numero più elevato di canali, dovuta a diverse tecniche di compressione dati, che consentono di utilizzare solamente un quinto della lunghezza della banda occorrente ad un corrispondente canale analogico; - maggiore qualità del segnale audio e video, generato dall'operazione di codifica del canale; - passaggio di contenuti audio e video con elevata qualità, simile ai comuni DVD; - segnale audio con possibilità di essere diffuso in più di una lingua in contemporanea; - trasmissione ad alta risoluzione e definizione, con caratteristiche simili al cinema tridimensionale; - predisposizione a forme di interattività delle trasmissioni, pilotabile mediante telecomando.

Passaggio al digitale terrestre

La transizione dalla televisione analogica terrestre alla televisione digitale in Italia è avvenuta per gradi, partendo da alcune zone in via sperimentale, per completarsi definitivamente il 4 luglio 2012.Nei paesi in cui la televisione pubblica riveste una posizione privilegiata, questo passaggio ha condizionato gli utenti ad acquistare un nuovo televisore, per proseguire nella visione del servizio di stato.L'alternativa è stata l'acquisto di appositi decoder per poter decriptare il segnale digitale.La conversione del sistema di trasmissione è stata sancita da disposizioni di recenti normative europee, alle quali gli stati dell'Unione Europea sono tenuti ad uniformarsi.Le modalità di transizione sono state recepite dai singoli stati, che le hanno attuate mediante propri regolamenti interni stabiliti autonomamente.

Problematiche del passaggio: acquisto di nuovi dispositivi

Come accennato in precedenza, l'utente per adeguarsi al nuovo sistema di trasmissione del digitale terrestre si è trovato di fronte ad un bivio; acquisto di un nuovo televisore, oppure acquisto di un nuovo decoder.In qualsiasi caso, questo fatto ha comportato, oltre ad un esborso di denaro, una serie di difficoltà di ordine pratico, soprattutto nella popolazione più anziana.L'acquisto di un nuovo televisore ha comportato una modifica delle procedure di fruizione televisive, mentre con l'inserimento del decoder c'è stata l'adozione di un telecomando in più.Altre problematiche si sono create se si utilizzano dispositivi elettronici come videoregistratori o schede TV per computer.Anche in questo caso è stato necessario l'acquisto di un ulteriore decoder, nell'ipotesi che si voglia guardare un canale e contemporaneamente registrarne un altro.

Digitale terrestre, adeguamento impianti antenna

Nella maggioranza dei casi, il passaggio al digitale terrestre non ha comportato grossi disagi in tema di impianti di antenna delle private abitazioni. Qualche disagio in più c'è stato negli impianti centralizzati condominiali, in particolar modo per quelli più obsoleti. In questi ultimi casi, si è assistito ad un intervento da parte degli installatori specializzati nel 25% degli impianti centralizzati. I costi sostenuti sono stati a volte di importo elevato, in special modo per quella tipologia di impianto analogico a filtri di canale, che hanno necessitato di un intervento più radicale e massiccio. Altro caso di intervento necessario, per vedere il nuovo segnale del digitale ,è quello di ricezione del vecchio segnale analogico tramite antenne da interni. La soluzione di questo caso meno onerosa, è stata acquistare un particolare tipo di antenna per interni, adattamento economicamente accettabile ma non sempre attuabile.

Digitale terrestre e maggiori consumi

Nel caso di utilizzo del decoder per la ricezione del segnale del digitale terrestre, questa soluzione comporterà inevitabilmente un leggero incremento dei consumi di corrente elettrica. Il decoder solitamente non viene spento, per questioni di pigrizia o comodità; anche se passa automaticamente alla funzione di stand-by, il consumo generato dalla questa posizione può arrivare anche a più di 5 watt. Nel caso di 2 o 3 decoder presenti in un nucleo famigliare, questo consumo può passare i 100 kw per anno, che tradotti su scala nazionali possono comportare una richiesta di svariati megawatt. Quest'ultima problematica è destinata progressivamente a diminuire, dovuta al fatto che i decoder verranno eliminati dalla dismissione dei vecchi televisori, con sostituzione con nuovi televisori con decoder incorporato.

Domande frequenti

  • Ho ancora un vecchio televisore analogico: devo obbligatoriamente comprare una nuova TV o posso usare un decoder?
    Non è necessario sostituire immediatamente il televisore. È possibile mantenere il vecchio apparecchio acquistando un decoder esterno compatibile con lo standard DVB-T2. Questo dispositivo decodifica il segnale digitale e lo trasmette alla vecchia TV attraverso i cavi AV (connettori RCA colorati) o SCART. Tuttavia, tieni presente che molti decoder moderni supportano solo risoluzioni HD, quindi potresti non sfruttare appieno la qualità dell'immagine se la tua TV è solo SD. Inoltre, assicurati che il tuo modello di decoder sia aggiornato agli standard attuali per garantire la ricezione dei canali senza problemi.
  • Perché la mia antenna vecchia funziona male ora? Devo sostituirla per forza?
    Spesso l'antenna esistente è ancora valida, ma potrebbe aver bisogno di piccoli interventi. Il passaggio al digitale ha richiesto frequenze diverse e una migliore efficienza. Se vivi in una zona con buon segnale, basta collegare il decoder all'antenna esistente. Se invece hai problemi di immagine, potrebbero servire componenti aggiuntivi come amplificatori o filtri specifici per il digitale. Negli impianti condominiali vecchi, specialmente quelli con filtri di canale analogici, potrebbe essere necessaria una revisione tecnica da parte di un installatore per ottimizzare la distribuzione del segnale a tutti gli appartamenti.
  • I decoder consumano molta elettricità? Vale la pena lasciarli in standby?
    Sì, i decoder esterni contribuiscono ai consumi domestici, anche se in misura limitata. Un singolo decoder in standby può assorbire circa 5 watt. Se hai più apparecchi accesi 24 ore su 24, il consumo annuale può superare i 100 kWh per famiglia. Per risparmiare, spegni il decoder quando non lo usi o utilizza prese multiple con interruttore. Tieni conto che questa problematica sta diminuendo perché le nuove TV integrano già il sintonizzatore digitale, eliminando la necessità di box esterni e riducendo ulteriormente i consumi energetici complessivi.
  • Posso registrare programmi TV con il digitale terrestre usando il mio videoregistratore vecchio?
    Generalmente no, i vecchi videoregistratori analogici non sono compatibili direttamente con il segnale digitale terrestre. Per registrare programmi devi utilizzare un decoder dotato di funzione PVR (Personal Video Recorder) o un hard disk esterno compatibile. Alcuni decoder moderni permettono di collegare chiavette USB o dischi rigidi per salvare le trasmissioni. Se vuoi continuare a usare il tuo vecchio registratore, dovrai acquistare un decoder con uscita analogica, ma perderai la qualità HD e alcune funzionalità avanzate offerte dal digitale puro.
  • Cosa significa 'immune ai disturbi' per il segnale digitale rispetto all'analogico?
    Questa frase descrive un comportamento tecnico specifico: il segnale digitale rimane perfetto finché l'intensità del disturbo non supera una certa soglia critica. A differenza dell'analogico, che si degrada gradualmente diventando solo sfocato o rumoroso, il digitale funziona fino all'ultimo istante e poi improvvisamente scompare o mostra blocchi pixelati (effetto mosaico). Questo garantisce una visione cristallina quando il segnale è buono, ma richiede una copertura ottimale per evitare la totale perdita dell'immagine in caso di interferenze forti o cattiva ricezione.