Condutture interrate per teleriscaldamento

Impianti di riscaldamento

Il teleriscaldamento

Il teleriscaldamento è una tecnologia di produzione di energia ed acqua calda con un impatto positivo sulle bollette e sulla salubrità dell'ambiente.

di Redazione

09 settembre 2016

Cos'è il teleriscaldamento?

Con il termine teleriscaldamento si indica il riscaldamento urbano a rete, ossia un servizio di erogazione di energia nelle località in cui le temperature sono in prevalenza basse.Consiste nella distribuzione di acqua surriscaldata attraverso reti di condutture interrate, allo scopo di riscaldare edifici pubblici e abitazioni.L'energia che viene distribuita attraverso le reti può essere prodotta da diversi tipi di impianto: da una centrale termica di grosse dimensioni, da una centrale di produzione combinata elettricità-calore, può essere generata in seguito all’incenerimento dei rifiuti solidi urbani, oppure dafonti geotermiche a bassa, media e alta temperatura, e infine da fonti rinnovabili come biomasse, biogas da discariche o da scarti di lavorazioni.Grazie all'utilizzo di diverse tipologie di combustibile, il teleriscaldamento ha anche un impatto ambientale ridotto rispetto a quello del riscaldamento tradizionale.

Come è fatto un impianto di teleriscaldamento

Il fulcro dell'impianto è la centrale che produce energia e calore che, come abbiamo visto, può essere alimentata da diversi tipi di combustibile. Il calore generato scalda il liquido termovettore, generalmente acqua ma non solo, che viene distribuito alle utenze finali attraverso le condutture.Ma ciò non avviene direttamente, infatti dalla rete di condutture primaria (che parte dalla centrale) il calore passa all'acqua presente nella rete secondaria, attraverso apposite sottocentrali installate sotto gli edifici. Queste centrali più piccole sono scambiatori di calore, che gestiscono il passaggio di calore tra il fluido termovettore, proveniente dalla centrale, e gli ambienti da riscaldare.A scambio avvenuto, il fluido perde il calore e torna verso l'impianto principale, dove viene di nuovo scaldato e dove ricomincia il percorso nelle condutture primarie.

Vantaggi teleriscaldamento

Le centrali di teleriscaldamento sono impianti di cogenerazione, ossia producono in maniera combinata sia calore che energia elettrica. Di conseguenza, utilizzano una grossa parte dell’energia contenuta nel combustibile, decisamente superiore a quella usata nelle produzioni separate.I vantaggi principali di questa tecnologia consistono nel risparmio di energia di origine fossile, dal momento che vengono utilizzate prevalentemente fonti alternative, e nel minor impatto inquinante. Due aspetti da non sottovalutare: il primo ha una sua giustificazione economica, il secondo è più legato alla salubrità dell'ambiente. Basti pensare che l'aumento dei gas ad effetto serra è in gran parte causato dall'immissione nell'atmosfera dei residui della lavorazione dei combustibili fossili.Fonte: swindonadvertiser.co.uk

I vantaggi per l'utente finale

Abbiamo visto quali sono i vantaggi per la comunità che si serve del teleriscaldamento, ma per l'utente finale a livello economico e pratico cambia qualcosa?Ovviamente sì: la scelta del combustibile da utilizzare per produrre energia viene fatta in base ai prezzi di mercato, quindi viene scelto quello più economico in quel momento. Inoltre, i costi di gestione dell'impianto sono sensibilmente inferiori. Come conseguenza il costo finale del calore prodotto da teleriscaldamento è più basso rispetto a quello di qualunque altro tipo oggi disponibile sul mercato.Ma i vantaggi non sono solo di natura economica, infatti l’assenza di combustibili e di fiamme nei locali annessi agli edifici rende il teleriscaldamento un sistema decisamente più sicuro e a bassissimo rischio di scoppi ed incendi.

Teleriscaldamento in Italia

Il teleriscaldamento ha fatto la sua comparsa nel nostro paese più di quarant'anni fa, quando Brescia fu la prima città a dotarsi di un impianto (1971). Gli ultimi dati disponibili ci informano che è diffuso in 109 città italiane mentre il volume di edifici allacciato è di circa 280 milioni di metri cubi. I combustibili più utilizzati risultano essere il gas naturale, i rifiuti e le biomasse. Riguardo alla capacità produttiva, le reti distribuiscono un totale di 9,5 TWh (terawattora) di calore, 8 TWh dei quali vengono ceduti alle utenze per riscaldamento e acqua sanitaria, mentre 1,5 TWh sono dispersi nelle reti, che hanno un rendimento medio dell'84%. Da notare come, nelle zone in cui non è presente gas metano, il teleriscaldamento a biomasse porta una netta riduzione delle emissioni di particolato e di altri inquinanti.

Dove sistemare impianti di teleriscaldamento

Quando si progetta un impianto di questo tipo, è fondamentale individuare l'area adatta in cui costruirlo, per evitare che ci siano perdite di calore lungo il tragitto dalla centrale alle singole abitazioni. L'area da teleriscaldare non deve essere troppo lontana dalla centrale e deve avere edifici vicini l’uno all’altro, non isolati o sparsi sul territorio. Per questo motivo le zone ideali sono quelle di nuova edificazione, che non necessitano di ulteriori lavori di scavo e ripristino del manto stradale per posare le condutture sotterranee. A questa prima fase di studio segue l'analisi dell'utenza, ovvero si procede ad una stima della domanda di teleriscaldamento, in base alla quale sarà possibile preventivare la quantità di energia termica richiesta dall’area. In realzione ai dati ottenuti, vengono stabilite le dimensioni e la localizzazione della centrale. Da ultimo, viene progettato il tracciato della rete di condutture e il dimensionamento degli scambiatori di calore.

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Domande frequenti

  • Come funziona tecnicamente il teleriscaldamento fino al mio appartamento?
    Il processo inizia in una grande centrale termica che riscalda un fluido, solitamente acqua, inviato attraverso tubazioni interrate. Questo calore non entra direttamente negli edifici: arriva invece in sottocentrali situate sotto gli edifici o nei seminterrati. Qui, tramite scambiatori di calore, il calore passa dal fluido della rete pubblica all'acqua del circuito interno della tua casa. Dopo aver ceduto il suo calore, il fluido ritorna alla centrale per essere ri-scaldato, chiudendo il ciclo. Questo sistema separa la produzione di energia dalla sua utilizzazione finale, garantendo efficienza.
  • Quali sono i principali vantaggi economici e ambientali per l'utente?
    Dal punto di vista economico, il costo del calore è spesso inferiore rispetto alle soluzioni tradizionali perché la scelta del combustibile (gas, biomassa, rifiuti) avviene in base ai prezzi di mercato più convenienti e i costi di gestione sono ridotti grazie alle economie di scala. Ambientalmente, il teleriscaldamento riduce drasticamente l'inquinamento locale: non essendoci caldaie domestiche, si eliminano le emissioni dirette di particolato e gas nocivi dai singoli edifici. Inoltre, utilizzando spesso fonti rinnovabili o recuperando calore da processi industriali, si abbassa l'impatto complessivo sui gas serra.
  • È sicuro vivere in un edificio collegato al teleriscaldamento?
    Sì, il teleriscaldamento offre un elevato livello di sicurezza. La presenza della fonte di calore esterna elimina completamente il rischio di accumulo di monossido di carbonio all'interno delle abitazioni, problema comune con le vecchie caldaie a gas o a olio. Inoltre, poiché non vi sono fiamme libere né stoccaggio di combustibili infiammabili (come gassolio o GPL) negli spazi domestici, il pericolo di incendi o esplosioni legate alla gestione del carburante è azzerato. È una soluzione ideale per la salubrità dell'aria interna ed esterna.
  • In quali aree geografiche italiane è disponibile il teleriscaldamento?
    In Italia, il teleriscaldamento è diffuso principalmente nelle grandi città e nei centri urbani densamente popolati. Attualmente copre circa 109 comuni, partendo da Brescia, la prima città italiana ad adottarlo nel 1971. Le reti servono un volume di edifici pari a circa 280 milioni di metri cubi. La tecnologia è particolarmente efficace dove gli edifici sono vicini tra loro, come nei centri storici o nelle nuove aree residenziali pianificate, poiché minimizza le dispersioni di calore durante il trasporto dalle centrali alle utenze finali.
  • Che differenza c'è tra teleriscaldamento e teleraffreddamento?
    Sebbene condividano la stessa infrastruttura di rete sotterranea, il teleriscaldamento eroga acqua calda per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua sanitaria durante l'inverno. Il teleraffreddamento, invece, utilizza lo stesso principio ma eroga acqua refrigerata per l'aria condizionata e il raffrescamento estivo. Spesso le stesse centrali possono gestire entrambi i servizi, ottimizzando l'uso delle fonti energetiche (ad esempio recuperando il 'calore di scarto' dai processi industriali o dalle centrali elettriche per produrre freddo, o viceversa). Non tutte le reti offrono entrambe le opzioni, dipende dall'investimento locale.