Radiatore in ghisa

Impianti di riscaldamento

Il riscaldamento a radiatori

Il classico impianto di termoregolazione con il riscaldamento a radiatori resta il sistema più diffuso e utilizzato nelle case.

di Redazione

27 aprile 2017

L'impianto classico di riscaldamento a radiatori

A tutt’oggi la tecnica che viene più utilizzata per risolvere la questione della termoregolazione domestica è costituita dal riscaldamento a radiatori. Il funzionamento è molto semplice: un sistema a caldaia riscalda alla temperatura desiderata l’acqua, che poi passa attraverso i tubi fino ad arrivare ai radiatori. Questi, posizionati nei diversi ambienti di una casa in base a valutazioni e parametri ben precisi, irradiano calore: da qui anche l’etimologia del termine "radiatore". Il principio radiante è quello per il quale l'acqua calda riscalda i caloriferi, che cedono calore all'aria dell'ambiente e in questo modo lo riscaldano. Nel linguaggio di tutti i giorni, spesso si parla anche di caloriferi o termosifoni, ma in ogni caso si tratta di sinonimi e ci si riferisce sempre a questa stessa tipologia di impianti di riscaldamento.

Le variabili da considerare nel riscaldamento a radiatori

Per utilizzare e massimizzare il riscaldamento a radiatori, bisogna innanzitutto tenere conto di una serie di aspetti. I termosifoni possono avere diversi elementi: cioè sono costituiti da moduli che sono studiati in numero variabile, a seconda della quantità di calore necessaria. Per calcolare questo parametro bisogna considerare innanzitutto la cubatura degli ambienti che devono essere riscaldati, la temperatura media dell’acqua che passa attraverso l’impianto, il tipo di esposizione di cui gode la casa, la posizione in cui dovranno essere installati i termosifoni, intesa anche come distanza da muro, pavimento e soffitto, ed eventuali accessori di arredo. Fa parte della valutazione e della scelta della migliore soluzione, anche la considerazione del materiale di cui sono fatti i radiatori, se cioè essi siano in ghisa, in acciaio o in alluminio.

Diversi materiali per il riscaldamento a radiatori

Pur essendo il principio radiante sempre lo stesso, nel riscaldamento a radiatori è possibile scegliere tra vari tipi di elementi radianti, cioè di termosifoni, che variano non solo per forma e colore, ma anche e soprattutto per tipo di materiale di cui sono fatti. I radiatori classici e più antichi sono quelli in ghisa. La ghisa è un materiale particolarmente pesante, quindi l’installazione non è molto facile, necessitando di rinforzi. Inoltre è un materiale più spesso, questo vuol dire che impiega molto tempo a riscaldarsi, anche se, parimenti, ne impiega molto anche per raffreddarsi. L’acciaio è più leggero della ghisa, e ha il suo stesso pregio/difetto: necessita di tempi maggiori per riscaldarsi, come per raffreddarsi. Per riscaldare in poco tempo l’ambiente, il materiale migliore è l’alluminio, che ovviamente ha però una minore inerzia termica. Il riscaldamento a radiatori in alluminio è perfetto per quelle case e quegli ambienti che vengono vissuti per poche ore al giorno.

Come funziona

Normalmente un radiatore è composto di diversi elementi, a seconda della diversa superficie radiante necessaria. Per una questione estetica, nonché di necessità, per via degli spazi a disposizione, si può optare per radiatori che si sviluppano in orizzontale o in verticale. Un radiatore normalmente è dotato di tre diverse valvole. Innanzitutto c’è una manopola che ha la funzione di termostato, regolando così la temperatura del singolo termosifone. In questo modo è possibile ad esempio anche spegnerlo del tutto, mentre nel resto della casa il riscaldamento continua a funzionare per gli altri radiatori. Poi ha la valvola di spurgo, cioè una valvola che viene utilizzata per eliminare eventuale aria presente, che impedisce a tutti gli elementi di riscaldarsi uniformemente. Infine vi è la valvola con la quale si regola la velocità di scorrimento di acqua nel termosifone.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra radiatori in ghisa, acciaio e alluminio?
    La scelta del materiale incide sulla risposta termica e sull'installazione. I radiatori in ghisa sono pesanti, richiedono rinforzi strutturali e hanno un'elevata inerzia termica: impiegano molto tempo sia per scaldarsi che per raffreddarsi, mantenendo il calore a lungo. L'acciaio è più leggero ma presenta tempi di reazione simili alla ghisa. L'alluminio, invece, si riscalda rapidamente grazie alla bassa inerzia termica, risultando ideale per ambienti frequentati saltuariamente o per chi cerca efficienza immediata, pur disperdendo il calore più velocemente una volta spento.
  • Come si calcola il numero di elementi necessari per un radiatore?
    Il dimensionamento dei radiatori dipende da diversi fattori tecnici fondamentali. Bisogna valutare la cubatura degli ambienti da riscaldare, l'esposizione solare dell'edificio (nord, sud, ecc.) e la coibentazione. È cruciale considerare la temperatura media dell'acqua circolante nell'impianto e la posizione di installazione, rispettando distanze minime da muri, pavimento e soffitto per garantire una corretta circolazione dell'aria. Anche la presenza di arredi vicini può influenzare la resa termica, richiedendo modelli specifici o un aumento degli elementi per compensare le ombre termiche.
  • A cosa servono le tre valvole presenti sui termosifoni?
    I radiatori moderni sono dotati di tre dispositivi distinti per la gestione ottimale del calore. La prima è la testina termostatica, una manopola che regola la temperatura ambiente specifica per quella stanza, permettendo anche lo spegnimento totale. La seconda è la valvola di spurgo, essenziale per eliminare l'aria intrappolata all'interno del corpo scaldante; la sua presenza causa infatti disuniformità nella distribuzione del calore. Infine, esiste la valvola di regolazione della portata, che controlla la velocità e la quantità di acqua calda che entra nel radiatore, bilanciando il sistema idraulico.
  • Perché è importante sfiatare i radiatori periodicamente?
    L'accumulo di aria all'interno dei radiatori è uno dei problemi più comuni che riduce l'efficienza dell'impianto. L'aria, essendo meno densa dell'acqua, tende a salire verso l'alto, creando delle sacche d'aria che impediscono all'acqua calda di riempire completamente il radiatore. Questo provoca un riscaldamento disomogeneo, con la parte superiore fredda e quella inferiore rovente, e aumenta i consumi poiché la caldaia deve lavorare di più per raggiungere la temperatura desiderata. Lo spurgo periodico ripristina la piena efficienza termica e il comfort abitativo.
  • È meglio installare radiatori orizzontali o verticali?
    La scelta tra sviluppo orizzontale e verticale dipende principalmente da esigenze estetiche e spaziali. Entrambi i tipi funzionano secondo lo stesso principio fisico di irraggiamento e conduzione. I radiatori verticali sono ideali quando lo spazio a parete è limitato ma si dispone di altezza, oppure per integrarsi in design moderni senza occupare troppo spazio visivo. Quelli orizzontali sono la soluzione classica, spesso preferiti sotto le finestre per contrastare le correnti d'aria fredde. La resa termica rimane sostanzialmente simile, purché il radiatore sia dimensionato correttamente in base alla potenza richiesta dalla stanza.