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Alberi da frutto

Aggiornato il 26 settembre 20266 capitoli5 domande frequenti
frutta di stagione

Gli alberi da frutto: progettare l'impianto

Coltivare varietà diverse di alberi da frutto nel nostro giardino, scegliendole in base ai gusti personali e con un diverso periodo di maturazione, consente di soddisfare il fabbisogno di frutta fresca dell'intera famiglia, oltre a permettere la preparazione di deliziose confetture, marmellate e frutta sciroppata che arricchiranno la nostra dispensa per tutto l'anno. Non sono necessari ampi spazi per coltivare piccoli alberi o piante arbustive con soddisfazione e, una volta messe a dimora nell'orto o in giardino, diventeranno produttive entro pochi anni. Prima di acquistare le piante è necessario pianificare il loro impianto, tenendo presente quali sono le varietà tipiche della nostra Regione e quale è la zona climatica, oltre a conoscere il calendario di maturazione di ogni singola varietà. È importante inoltre sapere come sarà lo sviluppo in altezza e dimensioni delle piante e scegliere la collocazione migliore, a seconda delle esigenze di ciascuna specie e dello spazio a disposizione, per garantire lo sviluppo ottimale, oltre alla maturazione dei frutti, ed evitare problemi durante la raccolta e i normali interventi di manutenzione, come i trattamenti e la potatura.

Gli alberi da frutto: le drupacee

Ecco quali sono le principali piante da frutto appartenenti alle drupacee e le loro caratteristiche. L'albicocco si adatta alla maggior parte dei terreni ad esclusione di quelli aridi, predilige quelli calcarei soprattutto collinari con una buona circolazione dell'aria e una esposizione solare ottimale. Non è indicato per le zone ad elevata piovosità. Il susino è una pianta rustica e adattabile che predilige i terreni freschi, ben concimati e acidi, ma non tollera la siccità. Il pesco è una pianta che si adatta ad essere coltivata anche in spazi ristretti, ama il clima temperato caldo ed è molto sensibile alle gelate tardive, non è adatto ai terreni acidi. Il ciliegio predilige i terreni collinari fertili, ben drenati e non calcarei; fruttifica bene anche quando non è esposto in piena luce ma ha bisogno di spazio, comprese le varietà a frutto acido con dimensioni ridotte; necessita di piante impollinatrici, ma sono state selezionate varietà di ciliegio autofertili. Il mandorlo è una pianta molto longeva, è adatto alle aree temperate ma teme le gelate tardive; essendo una pianta entomofila è necessaria la presenza di api durante la fioritura per l'impollinazione.

Gli alberi da frutto: le pomacee

Il melo e il pero appartengono alle Pomacee e sono tra gli alberi da frutto più coltivati in tutto il mondo. Il melo è una pianta molto rustica con una grande resistenza al freddo, anche se teme le gelate tardive. Si adatta a molti tipi di terreno ma predilige le aree montane ed appenniniche con un clima fresco. È soggetto al fenomeno dell'alternanza, con annate cariche di frutti ed altre con poca produzione, che si compensa con una potatura mirata per ridurre o mantenere le gemme a fiore. La stagione di raccolta delle mele va da luglio a ottobre a seconda delle varietà, precoci o tardive. Le cultivar più conosciute sono: Golden Delicious, Gala, Fuji, Stark e Stayman. Il pero ha caratteristiche simili al melo, è una pianta longeva e resistente al gelo, sopporta bene i climi più caldi e siccitosi e si adatta a qualsiasi tipo di terreno, soprattutto se è innestato su franco, il portainnesto derivato dal seme di pianta selvatica. Le cultivar di pero più conosciute sono: Abate Fetel, Decana, Coscia, Conference, Kaiser, Spadona, William, Willam rossa o Red Bartlett e Passacrassana. La stagione di raccolta delle pere va da giugno a ottobre inoltrato per le varietà più tardive.

Gli alberi da frutto: le piante mediterranee

Oltre alle Drupacee e alle Pomacee, sono diverse le specie di alberi da frutto adatte per essere coltivate nell'orto e in giardino. Gli agrumi, come l'arancio, il limone e il mandarino, possono essere messi a dimora in piena terra solamente nelle zone con un clima mite. Prediligono un terreno sciolto e fertile e richiedono molto spazio: almeno 25 metri quadrati per ogni pianta, che vanno raddoppiati nel caso di piante di arancio. Nelle zone con clima continentale possono essere coltivati in vaso e vanno messi al riparo durante i mesi invernali; è quindi necessario disporre di uno spazio coperto di dimensioni adeguate. Il fico cresce bene anche in aree con inverni rigidi, se messo a dimora a ridosso di muretti di protezione o edifici in posizione soleggiata. Predilige i terreni ben drenati e ha bisogno di spazio per sviluppare la sua chioma in estensione. Un'altra pianta mediterranea è il cachi, un albero da frutto molto adattabile, anche se non ama i climi eccessivamente aridi e gli inverni rigidi; predilige i terreni fertili, freschi e ben drenati. È soggetto al fenomeno dell'alternanza: la sua produzione alterna annate ricche di frutti a stagioni con una produzione scarsa.

Gli alberi da frutto: la messa a dimora

Il momento più indicato per la messa a dimora degli alberi da frutto per la maggior parte delle specie è l'autunno: in questo periodo dell'anno le piante si trovano in uno stato di riposo vegetativo e risentono in misura minore dello shock da trapianto. Presso i vivai e i garden center è possibile acquistare le piante, o astoni, sia in vaso che a radice nuda pronte per il trapianto. Le piante a radice nuda sono più facili da trasportare perché meno ingombranti, oltre che più economiche rispetto alle piante in vaso, anche se sono più soggette a danni e disidratazione dell'apparato radicale quando non è protetto e avvolto in teli o sacchi di plastica. Un astone danneggiato potrebbe non attecchire: in caso di disidratazione delle radici è utile tenerle immerse per un paio di giorni in acqua e al riparo dal gelo, per consentire all'apparato radicale di riprendersi e alla pianta di attecchire più facilmente. Le piante in vaso possono essere messe a dimora anche a fine inverno e in primavera, ma è bene tenere presente che in questo modo il tempo della ripresa vegetativa dopo il trapianto sarà più lento rispetto agli alberi trapiantati in autunno, già ben radicati durante l'inverno.

Gli alberi da frutto: terreno e cure

Una volta decisa la posizione migliore dove trapiantare le piantine, si dovrà preparare il terreno per la messa a dimora. Se il terreno è già stato lavorato mediante fresatura, sarà sufficiente scavare una buca di dimensioni leggermente maggiori della zolla che avvolge le radici degli astoni. Se le piante sono a radice nuda, le dimensioni della buca dovranno essere sufficientemente ampie per non costringere le radici. Se il terreno non è stato preventivamente lavorato, le dimensioni della buca dovranno essere di 60 x 60 x 60 cm. Sul fondo andrà aggiunto dello stallatico ben maturo, ricoperto di terriccio, per non lasciarlo in contatto diretto con le radici, che devono essere ben coperte. Il fusto dovrà essere interrato fino all'altezza dell'innesto, con un palo inserito accanto come tutore, a cui legare gli alberelli per i primi anni di vita. Dopo il trapianto, andrà eseguita un'abbondante irrigazione. Per garantire la continuità nella produzione e mantenere la forma degli alberi, sarà necessario effettuare regolarmente degli interventi annuali di potatura invernale ed estiva, a seconda della specie, oltre alla periodica concimazione del terreno e ai trattamenti antiparassitari.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per mettere a dimora gli alberi da frutto?
    La maggior parte delle specie da frutto va interrata in autunno, poiché le piante sono in riposo vegetativo e subiscono meno lo shock del trapianto. In questo periodo le radici hanno il tempo di stabilizzarsi prima della primavera. Tuttavia, le piante acquistate in vaso possono essere messe a dimora anche a fine inverno o in primavera, sebbene la ripresa vegetativa sia più lenta rispetto a quelle autunnali. È fondamentale proteggere le radici aeree da disidratazione e gelo durante il trasporto e il periodo iniziale.
  • Come devo preparare la buca per la messa a dimora?
    Le dimensioni della buca dipendono dallo stato del terreno e dalla pianta. Se il suolo è già lavorato, basta scavare una cavità leggermente più ampia della zolla radicale. Per piante a radice nuda in terreni non lavorati, la buca ideale è di 60x60x60 cm per permettere alle radici di espandersi liberamente. Sul fondo si aggiunge stallatico maturo, ma deve essere sempre coperto da uno strato di terriccio per evitare contatti diretti con le radici, che potrebbero bruciarsi. Il fusto va interrato fino all'altezza dell'innesto.
  • Quale differenza c'è tra drupacee e pomacee?
    Le drupacee includono alberi come albicocco, susino, pesco, ciliegio e mandorlo. Hanno frutti carnosi con un unico nocciolo duro al centro. Generalmente prediligono climi temperati-caldi e terreni ben drenati, mostrando sensibilità diversa a pH e gelate (es. il pesco teme il freddo, il susino la siccità). Le pomacee, invece, comprendono melo e pero, due delle colture più diffuse al mondo. Sono generalmente più rustiche, resistenti al freddo e adattabili a vari terreni, sebbene il melo preferisca climi freschi e il pelo sopporti meglio la siccità. Entrambe soffrono del fenomeno dell'alternanza di produzione.
  • Posso coltivare agrumi in giardino senza serra?
    Gli agrumi (aranci, limoni, mandarini) possono essere messi a dimora in piena terra solo nelle zone dal clima mite, tipicamente mediterranee. Richiedono molto spazio (almeno 25 mq per pianta) e terreni sciolti e fertili. Nelle zone con inverni freddi o continentali, non resistono al gelo e devono essere coltivate in vasi grandi. In questi casi, è indispensabile spostarli in un luogo riparato e coperto durante i mesi invernali per proteggerli dalle basse temperature, garantendo così la sopravvivenza della pianta.
  • È necessaria la potatura per gli alberi da frutto?
    Sì, la potatura è essenziale per garantire continuità nella produzione e mantenere la forma dell'albero. Vanno eseguiti interventi annuali, sia in inverno che in estate, a seconda della specie. La potatura invernale aiuta a definire la struttura e a regolare il carico di frutti, mentre quella estiva favorisce la maturazione e la qualità della frutta. Inoltre, la potatura mirata può contrastare fenomeni come l'alternanza di produzione (tipico di melo e cachi), bilanciando le gemme a fiore e a legno per evitare annate di scarso raccolto.

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