impianto di scarico idraulico

Idraulico fai da te

Impianto di scarico

L'impianto di scarico di casa può essere di due tipi diversi: vi è quello a tubo singolo e quello doppio. Così le acque bianche e nere sono divise.

di Redazione

25 luglio 2016

Impianto di scarico

L'impianto di scarico di una casa può essere di due tipologie: quello a singolo tubo si caratterizzano per avere un'unica condotta nella quale confluisce ogni tipo di scarico. L'altro principale sistema è quello a doppio tubo, dove vi è una condotta per le acque bianche e una per le acque nere: di conseguenza confluiscono nella fossa settica in modo separato. Le acque bianche sono quelle che provengono dallo scarico di lavelli, lavatrici, lavandini e lavastoviglie, mentre quelle nere arrivano dallo scarico del WC. In genere si preferisce adottare l'impianto di scarico a doppio tubo perché garantisce un più alto livello di igiene: in questo modo, infatti, si eliminano i rischi di reflusso degli scarichi e di risalita di odori sgradevoli nelle vasche e nei lavandini. Per mettere a punto un impianto di scarico con il fai da te servono alcune doti manuali e i comuni attrezzi per l'idraulica.

Come costruire un impianto di scarico

Sia che si voglia installare un impianto di scarico a tubo singolo che uno a doppio tubo con il fai da te, servono un certo numero di tubi: possono essere in gres, metallo, ghisa oppure PVC. Quest'ultimo materiale è quello più diffuso perché poco costoso. Inoltre servono teflon, un sifone, canapa indiana, chiavi inglesi e delle pinze. Si tratta dei comuni strumenti che fanno parte di una cassetta per gli attrezzi. Per prima cosa bisogna scegliere il collegamento per lo scarico: in genere le singole apparecchiature igieniche vengono unite alla conduttura vera e propria con un sifone. Si tratta di un tubo ricurvo fatto di plastica, metallo o PVC, a forma di pera, a S oppure a U. è sufficiente avvitare le due ghiere per collegarlo al sanitario: una blocca il tubo collegato all'impianto di scarico, l'altra fa presa sul sanitario.

Mettere a punto un impianto di scarico fai da te

Non servono solo degli attrezzi da idraulico per mettere a punto l'impianto di scarico di casa con il fai da te: infatti per evitare che si verifichino perdite d'acqua dalle tubature si possono mettere in pratica alcuni accorgimenti. Ad esempio, se non si ha del nastro in teflon con il quale rivestire le filettature dei giunti e sigillarle, si può ovviare a questo problema con della comune canapa indiana. È sufficiente avvolgere questo materiale intorno ai giunti per renderli impermeabili ed evitare che l'acqua o gli scarichi possano fuoriuscire e provocare cattivi odori e/o danni alle strutture interne. Una volta che si è terminato di montare il sifone e l'impianto di scarico, bisogna verificare il loro buon funzionamento: anche questa procedura è molto semplice in quanto basta controllare che non vi siano perdite al passaggio dell'acqua. In caso contrario si deve aggiungere della canapa indiana o del teflon ai giunti oppure stringere ancora un po' le ghiere.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un impianto di scarico a tubo singolo e uno a doppio tubo?
    La distinzione fondamentale risiede nel modo in cui vengono convogliati i reflui. Nell'impianto a tubo singolo, tutte le acque, sia quelle provenienti dal WC (acque nere) sia quelle da lavabi, lavatrici e lavandini (acque bianche), confluiscono in un'unica condotta. Al contrario, l'impianto a doppio tubo prevede due condotte separate: una dedicata esclusivamente alle acque nere e un'altra alle acque bianche. Questa seconda soluzione è generalmente preferita perché garantisce un livello di igiene superiore, riducendo significativamente i rischi di reflusso e la risalita di odori sgradevoli all'interno degli ambienti domestici.
  • Perché è consigliato installare un impianto di scarico a doppio tubo invece che a singolo?
    L'impianto a doppio tubo offre vantaggi sanitari e pratici superiori rispetto alla configurazione singola. Separando le acque nere (provenienti dai servizi igienici) dalle acque bianche (da cucine e bagni), si minimizza il rischio di contaminazioni incrociate e si previene la risalita di gas e cattivi odori attraverso i sifoni. Inoltre, questa suddivisione facilita eventuali manutenzioni future e ottimizza il trattamento delle acque reflue, poiché le acque bianche, essendo meno inquinate, possono essere gestite diversamente rispetto a quelle nere, che richiedono una depurazione più accurata prima dello smaltimento.
  • Quale materiale è meglio utilizzare per i tubi dello scarico nel fai-da-te?
    Tra i materiali disponibili come gres, metallo, ghisa e PVC, quest'ultimo è la scelta più diffusa e consigliata per interventi di fai-da-te. Il PVC offre un ottimo compromesso tra costo contenuto, facilità di installazione e durabilità. È leggero, resistente alla corrosione e facile da tagliare e assemblare con gli attrezzi comuni. Sebbene altri materiali come la ghisa siano estremamente robusti, richiedono competenze specifiche e attrezzature più complesse per la lavorazione, rendendoli meno adatti a un intervento domestico autonomo senza una preparazione tecnica avanzata.
  • Come funziona il sifone e qual è il suo ruolo nello scarico?
    Il sifone è un componente cruciale situato sotto ogni apparecchio igienico (lavabo, vasca, WC). Si presenta come un tubo ricurvo, spesso a forma di S, U o pera, realizzato in plastica, metallo o PVC. La sua funzione primaria è creare un 'sigillo idrico': l'acqua che rimane intrappolata nella curvatura impedisce ai gas di fognatura e agli odori sgradevoli di risalire dagli scarichi verso l'interno della casa. Collegare correttamente il sifone al sanitario e alla conduttura principale tramite le apposite ghiere è essenziale per garantire l'ermeticità e il corretto deflusso dell'acqua.
  • Come si sigillano i giunti filettati per evitare perdite d'acqua?
    Per rendere impermeabili i giunti filettati e prevenire infiltrazioni, si utilizzano materiali di tenuta specifici. Il metodo più professionale prevede l'uso del nastro in Teflon, da avvolgere attorno alle filettature prima dell'avvitamento. Tuttavia, in mancanza di Teflon, è possibile ricorrere alla canapa indiana: basterà avvolgerla strettamente intorno ai giunti per creare un sigillo efficace contro acqua e scarichi. Dopo il montaggio, è fondamentale verificare l'assenza di perdite facendo scorrere acqua; in caso di gocciolamenti, sarà necessario stringere ulteriormente le ghiere o aggiungere materiale isolante.