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Vendita case popolari

Aggiornato il 11 dicembre 20163 capitoli4 domande frequenti
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Vendita case popolari come vantaggio del comune

Vista l'emergenza abitativa degli ultimi anni, lo Stato italiano ha deciso di venire incontro alle famiglie residenti nelle case popolari o a possibili compratori esterni vendendo a prezzi molto bassi le abitazioni. L'acquirente che compra l'alloggio deve offrire la casa popolare all'assegnatario che, per legge, ha sessanta giorni per accettare o rifiutare. Se rifiuta si vende l'immobile all'asta, se accetta lo compra e può ottenere un prezzo agevolato per entrare in possesso dell'appartamento. Si tratta del cosiddetto diritto di prelazione, ovvero, il primo possibile acquirente deve essere l'assegnatario dell'immobile. i prezzi vengono stabiliti in base ad appositi parametri di riferimento.

Vendita case popolari a vantaggio del compratore

La svendita degli alloggi popolari è un grande affare per chi ha bisogno di comprare una casa a un prezzo molto modesto. Con il costo di un auto ti ritrovi un appartamento, anche se sicuramente non si troverà nei quartieri migliori e non sarà il massimo dal punto di vista estetico. Potete affittarlo, rivenderlo a un'asta successiva per guadagnarci qualcosa o abitarci. Una volta tolte tutte le attività burocratiche con i precedenti inquilini, sarete proprietari di una casa popolare e avrete tutti i diritti che ne derivano. Queste offerte sono convenienti soprattutto per le case immobiliari, che dovranno fronteggiarsi tra loro nelle varie aste che i comuni organizzeranno. Nel caso l'affittuario accettasse di comprare l'alloggio, potrà rivenderlo dopo cinque anni, pronto per essere acquistato a prezzo di mercato.

Esempi di vendita case popolari nelle città italiane

Per diminuire i costi degli alloggi e usare il ricavato per la loro manutenzione, i grandi comuni italiani hanno deciso di mettere all'asta migliaia di case popolari. I prezzi vanno dai 50000 euro per un alloggio a Milano, a 65000 per un appartamento a Roma, sia nel centro storico che nelle varie periferie. Nelle città più piccole le spese ovviamente si abbassano maggiormente e si paga all'incirca 30000 euro per un immobile a Bologna e a Firenze. Tutti i prezzi detti sopra sono sommari rispetto a quelli che potrete trovare se vi mettete a caccia di affari, perché tutto dipende dal valore di partenza dell'alloggio. Comunque con il "Piano casa 2014", la compravendita di case popolari è sempre un affare conveniente per tutte le parti del contratto e in qualsiasi parte d'Italia, visto che potrete acquistare un appartamento scontato quasi sempre del 40% circa.

Domande frequenti

  • Qual è il diritto di prelazione dell'attuale assegnatario nella vendita della casa popolare?
    Quando un comune decide di vendere un alloggio di edilizia residenziale pubblica, l'attuale assegnatario gode di un diritto di prelazione legale. Questo significa che prima di vendere l'immobile a terzi o all'asta, il Comune deve notificare l'intenzione di vendita all'inquilino. L'assegnatario dispone di sessanta giorni di tempo per esercitare il suo diritto di acquisto. Se decide di acquistare, può beneficiare di condizioni economiche agevolate. Solo qualora l'assegnatario rifiuti esplicitamente l'acquisto entro il termine stabilito, il Comune potrà procedere alla vendita dell'immobile verso altri soggetti o tramite asta pubblica.
  • Quanto costano mediamente le case popolari in vendita nelle principali città italiane?
    I prezzi variano significativamente in base alla città e alla zona, ma generalmente offrono uno sconto considerevole rispetto al mercato libero, spesso intorno al 40%. Ad esempio, a Milano il prezzo di partenza può aggirarsi sui 50.000 euro, mentre a Roma si attestano sui 65.000 euro, coprendo sia centri storici che periferie. Nelle città di medie dimensioni come Bologna o Firenze, i valori possono scendere fino a circa 30.000 euro. È importante ricordare che questi sono valori indicativi di partenza; il prezzo finale dipenderà dalle caratteristiche specifiche dell'immobile e dall'esito delle procedure di valutazione o asta organizzate dai Comuni.
  • Cosa succede se l'assegnatario non vuole comprare la casa popolare messa in vendita?
    Nel caso in cui l'attuale occupante dichiari di non voler acquistare l'alloggio entro i sessanta giorni concessi dalla legge, perde il diritto di prelazione. Di conseguenza, il Comune procede alla vendita dell'immobile secondo le modalità stabilite, che solitamente prevedono la vendita all'asta. Questa procedura permette a eventuali acquirenti esterni di partecipare alla gara d'acquisto. La vendita all'asta rappresenta l'opportunità per privati o investitori di entrare in possesso dell'immobile a un prezzo determinato dalla competizione tra offerenti, partendo comunque da un valore di base già agevolato rispetto agli standard di mercato.
  • È possibile rivendere subito una casa popolare acquistata a prezzo agevolato?
    No, non è consentito rivendere immediatamente l'immobile. La normativa prevede un vincolo temporale per garantire che l'alloggio resti destinato all'abitazione principale. In particolare, se l'acquirente è l'assegnatario originario che ha usufruito dello sconto, egli può rivendere l'immobile solo dopo cinque anni dall'acquisto. Trascorso tale periodo, l'immobile torna a pieno titolo sul mercato libero, permettendo al proprietario di venderlo al prezzo di mercato corrente. Per gli acquirenti esterni che partecipano alle aste, è fondamentale verificare il bando specifico, poiché potrebbero esistere ulteriori vincoli di destinazione d'uso o periodi di indisponibilità alla rivendita imposti dal Comune.

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