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Piccone

Aggiornato il 09 febbraio 20166 capitoli5 domande frequenti
Esempio di piccone

Il piccone e le sue caratteristiche

Il piccone è un attrezzo manuale ideale per rompere materiali duri. È formato semplicemente da due parti: un manico ed una punta. Il manico è realizzato in legno e per farlo di solito si scelgono varietà di alberi molto resistenti come la Quercia ed il Ciliegio. È più largo nell’estremità superiore e più stretto in quella inferiore e viene lavorato fino a renderlo liscio al tatto. La punta, invece, è realizzata in acciaio. Essa presenta un foro centrale in cui viene incastrato il manico ed è leggermente ricurva alle estremità. Attualmente esistono due tipi diversi di punta: una con entrambe le estremità a punta, ed una con un’estremità a punta e l’altra a taglio. Potendo scegliere, l’ideale sarebbe optare per il secondo modello, dato che risulta essere molto più versatile del primo. Purtroppo si tratta di un attrezzo abbastanza pesante, quindi converrà usarlo solo se si dispone di una certa prestanza fisica.

Il piccone nella storia

Il piccone ha origini molto antiche. Il primo esemplare storico di cui si è venuti a conoscenza fu ritrovato nella cittadina di Obourg, nel Belgio. Risale all’Età Della Pietra, ovvero circa due milioni e mezzo di anni fa. Si tratta di un piccolo esemplare realizzato in corna di renna lavorate fino ad ottenere una forma ricurva, utile per percuotere gli oggetti. Esso è stato rinvenuto ancora tra le mani del minatore (di cui ormai vi era solo lo scheletro) che lo stava utilizzando e che morì a seguito della caduta di un tetto. Picconi molto più simili agli attuali, invece, risalgono alla Prima Guerra Mondiale (1915/1918) e vennero impiegati dai soldati al fine di scavare le trincee e costruirsi dei ripari anche nella nuda roccia. Erano però modelli con la punta in ferro, quindi facilmente attaccabili dalla ruggine. Da quel genere di piccone a quello attualmente in uso, il passo fu davvero breve. L’ultima modifica è stata fatta di recente, per cercare di limitare il peso di questo attrezzo: ultimamente, infatti, si possono trovare in commercio dei picconi con il manico in fibra di vetro, nettamente più leggeri rispetto agli altri.

I vari utilizzi del piccone

Come anticipato, un piccone può essere impiegato sia in casa che fuori. All’esterno esso sarà indispensabile per spezzare i terreni duri e le rocce. Un terreno incolto che deve essere preparato per la semina, ad esempio, sarà impossibile da lavorare senza l’utilizzo di un piccone. Lo stesso dicasi per gli orti in cui è necessario creare i solchi per la successiva messa a dimora delle verdure. Anche nel caso di qualche scavo profondo sul terreno, l’impiego del piccone sarà da preferire ad una pala, proprio perché in grado di rompere la terra con più facilità. Passando poi all’interno dell’abitazione, un piccone sarà l’unico strumento indispensabile per abbattere i muri. Lo si potrà impiegare anche per realizzare nelle pareti le scanalature in cui passeranno tubature e cavi. Infine, il suo impiego permetterà di eliminare i pavimenti. Tuttavia, mentre per l’abbattimento dei muri e le scanalature sarebbe meglio usare l’estremità a punta, per i pavimenti sarebbe più indicata quella a taglio, in grado appunto di rompere e sollevare al tempo stesso. Infine è bene ricordare che un piccone è in grado di rompere persino il cemento, quindi sarà utilizzabile praticamente ovunque.

Come utilizzare un piccone

L’utilizzo di un piccone è molto semplice, seppur abbastanza faticoso. Per prima cosa è indispensabile indossare dei guanti ed un paio di occhiali protettivi. Per chi già le possedesse, poi, sarebbe auspicabile anche l’utilizzo di un paio di scarpe antinfortunistiche. Bisognerà poi impugnare il manico con entrambe le mani e sollevare il piccone in alto, portandolo dietro alla spalla corrispondente alla propria mano dominante. Successivamente basterà calarlo con forza sull’oggetto da colpire. La sequenza andrà ripetuta fino al raggiungimento dell’obiettivo prestabilito. Per ogni lavoro in sui si utilizzerà il piccone, inoltre, sarà bene scegliere la giusta estremità della punta da usare. Nel caso di dubbi è sempre possibile effettuare qualche prova all’inizio dei lavori: l’estremità che provoca più danni sul materiale sarà quella indicata per portare a termine il lavoro.

La manutenzione di un piccone

Come tutti gli attrezzi, anche il piccone necessita di un po’ di manutenzione. Essa riguarda non tanto la punta (che essendo in acciaio non rischia di arrugginire), quanto il manico. Per prima cosa, dunque, sarà bene ricordarsi di tenere il piccone lontano da pioggia e fonti di umidità, onde evitare che il manico marcisca. Questo farà aumentare la durata dello strumento, anche se a causa degli urti a cui viene sottoposto, ben presto si presenteranno dei danni strutturali. In manico, infatti, potrebbe rompersi o nella parte a contatto con il metallo della punta potrebbe consumarsi e quindi non rimanere più incastrato. In entrambi in casi l'impugnatura andrà sostituita. È consigliabile non cercare di aggiustarla, dato che si rischierebbe solo di ferirsi con i successivi utilizzi. Infine, nessuna manutenzione particolare è richiesta per i modelli con il manico in fibra di cemento. Sarà comunque meglio conservarli in luoghi asciutti.

Acquistare un piccone

Un piccone è un attrezzo decisamente economico e può essere acquistato in qualsiasi negozio di edilizia e fai da te. Le soluzioni d’acquisto possono essere due: acquistare i pezzi separatamente, o optare per un piccone già completo. I due casi, comunque, non presentano grosse variazioni di prezzo. Una buona punta in acciaio con le estremità diverse tra loro, ad esempio, costerà all’incirca 7,00 euro. Un manico in legno, invece, varierà tra i 3,00 e i 7,00 euro. Un piccone completo con manico in legno sarà acquistabile per circa 20,00 euro. Infine vi sono i modelli con manico in fibra di vetro, reperibili per 16,00 euro circa. Se si sceglie di acquistare le due parti separate, l’assemblaggio sarà molto semplice. Per prima cosa bisognerà mettere il manico in posizione verticale, con la parte più larga verso l’alto. Lo si allineerà quindi con l’incavo presente sulla punta e per finire si colpirà quest’ultima con un martello fino a quando le due parti non saranno incastrate.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra i due tipi di punta del piccone e quale conviene scegliere?
    Esistono due tipologie di punta: quella biforcuta (con due punte) e quella mista (con una punta e un taglio piatto). La versione mista è generalmente considerata più versatile e consigliabile. L'estremità a punta è ideale per frantumare terreni compatti, rocce e per realizzare scanalature nei muri, mentre il lato a taglio è specifico per sollevare e rompere pavimentazioni o lastre di cemento. Possedere un piccone con entrambe le funzioni permette di affrontare una gamma più ampia di lavori domestici e giardinistici senza dover acquistare strumenti separati.
  • È sicuro usare un piccone per abbattere muri interni o rompere pavimenti?
    Sì, il piccone è lo strumento principale per questi lavori, ma richiede estrema cautela. Per abbattere muri o creare passaggi per tubature, si utilizza l'estremità a punta per frantumare il materiale punto per punto. Per i pavimenti, invece, è fondamentale usare il lato a taglio per sollevare le piastrelle o il massetto senza danneggiare eccessivamente la struttura sottostante. È obbligatorio indossare guanti robusti, occhiali protettivi contro schegge e polvere, e idealmente scarpe antinfortunistiche. Lavorare in spazi chiusi richiede anche attenzione alla stabilità strutturale dell'edificio e all'eventuale presenza di cavi elettrici o idraulici nascosti.
  • Come si usa correttamente il piccone per non affaticarsi troppo e evitare infortuni?
    La tecnica corretta prevede di impugnare il manico con entrambe le mani, sollevare il piccone oltre la spalla della mano dominante e lasciarlo cadere sfruttando la gravità e il peso dell'attrezzo, piuttosto che usare la sola forza muscolare. Non bisogna mai colpire direttamente il terreno duro con violenza estrema se non necessario, ma usare colpi mirati e ripetuti. Dopo ogni utilizzo, verificare che il manico sia saldamente incastrato nella testa metallica; se ci sono giochi o crepe, interrompere immediatamente l'uso per prevenire rotture accidentali durante il lavoro. La postura eretta e l'uso di protezioni individuali sono essenziali.
  • Meglio un piccone con manico in legno o in fibra di vetro?
    La scelta dipende dal bilancio tra comfort e durabilità. I manichi in legno (quercia o ciliegio) offrono una buona assorbimento delle vibrazioni e un classico feeling, ma sono pesanti e soggetti a marcescenza se esposti all'umidità, oltre a poter crepare o consumarsi nel punto di attacco. I manichi in fibra di vetro sono significativamente più leggeri, riducendo l'affaticamento fisico, e sono impermeabili, quindi non marciscono. Tuttavia, tendono a trasmettere più vibrazioni al braccio. Per lavori intensi o prolungati, la leggerezza della fibra di vetro è spesso preferita, purché si indossino guanti antivibrazione.
  • Quanto costa un piccone e come si assembla se comprato a pezzi?
    Il piccone è un attrezzo economico. Una testa in acciaio costa circa 7 euro, un manico in legno tra i 3 e i 7 euro, mentre un kit completo varia dai 16 ai 20 euro. Se si acquista separatamente, l'assemblaggio è semplice: inserire il manico nel foro della testa metallica assicurandosi che sia ben centrato e allineato. Successivamente, battere la testa con un martello finché il legno non si dilata e blocca saldamente la metallo. È cruciale controllare periodicamente il serraggio, poiché le vibrazioni possono allentare l'incastratura nel tempo, rendendo l'attrezzo pericoloso.

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